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Vannacci entra nel gruppo di AfD nell’anniversario della guerra in Ucraina. Salvini: «Diplomazia per arrivare alla pace»

24 Febbraio 2026 - 10:25 Ugo Milano
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L'ex generale tuona contro l'invio di armi a Kiev. E sul governo Meloni dice: «È il meno peggio ma io non mi accontento»

Le loro strade si saranno anche divise, ma Matteo Salvini e Roberto Vannacci hanno scelto parole simili – seppur con toni diversi – per ricordare il quarto anniversario dall’invasione su vasta scala della Russia in Ucraina. «Quattro anni di guerra, morte e distruzione, ogni giorno che passa è un giorno di troppo. Oggi più che mai è necessario uno sforzo diplomatico da parte di tutti, nessuno escluso, per seguire il percorso tracciato dal Santo Padre e dagli Usa e arrivare finalmente alla PACE», scrive sui social il segretario della Lega.

Vannacci contro l’invio di armi Ue

Sulla stessa linea anche l’ex generale, ora leader di Futuro Nazionale, che auspica – allo stesso modo di Salvini – una svolta diplomatica ma chiede in modo ancora più esplicito uno stop all’invio di armi a Kiev: «Io ho votato contro il prestito all’Ucraina coerentemente con le mie posizioni. Sono quattro anni che noi continuiamo a perseguire una strategia che non porta a niente: l’esercito russo avanza e questa è una strategia perdente». L’alternativa, spiega Vannacci, sarebbe far entrare in guerra la Nato e spedire anche i soldati italiani in Ucraina. «Ma io non credo che questa possibilità si debba prendere in considerazione», precisa l’ex generale.

«Il governo Meloni? È il meno peggio»

Oggi Vannacci ha annunciato ufficialmente il suo ingresso nell’Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), la famiglia politica al Parlamento europeo fondata dall’estrema destra di Alternative für Deutschland. «È un onore, mi riconosco totalmente nei principi e ideali di questo gruppo», rivendica Vannacci. A proposito del suo posizionamento in Italia, l’ex generale precisa che Futuro Nazionale non fa parte di alcuna coalizione e aggiunge: «Io ho votato la fiducia perché questo governo è il meno peggio, ma io non mi accontento del meno peggio, voglio di meglio per i miei figli e per l’Italia».

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