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Sanremo e il giallo de L’Unità sbianchettata. La Rai chiarisce: «Non è censura, ecco perché lo abbiamo fatto»

26 Febbraio 2026 - 14:50 Stefania Carboni
sanremo 2026 unita
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Il giornale, o meglio la sua storica prima pagina sul referendum istituzionale, comparve quando l'anziana Gianna Pratesi era sul palco dell'Ariston. Ma a tutto ci sarebbe una spiegazione

C’è una polemica, che è stata subito sedata in viale Mazzini e riguarda ancora il Festival di Sanremo. Qualcuno ha sottolineato come il giornale, comparso alle spalle dell’anziana Gianna Pratesi sul palco dell’Ariston la prima sera della kermesse, sia stato sbianchettato. Già, perché oltre al titolo su “Repupplica”, refuso diventato virale, compare anche una foto con persone intente a leggere un quotidiano, con il risultato storico del referendum che pose fine alla monarchia in Italia. Si tratta della prima de “l’Unità”. Ovvero “l’Unità. Organo del Partito comunista italiano”. Bene, sul ledwall la testata, tutt’oggi in edicola, è stata sbianchettata. I motivi sono stati chiariti in conferenza stampa.

La polemica, Fratoianni e il «Telemeloni»

Sul caso stava già montando qualche critica. «Può accadere che in una trasmissione vi sia una gaffe, anche se per quanto riguarda Sanremo rimane grave comunque, come quella di Repupplica apparsa sul palco alle spalle del conduttore e della signora ultracentenaria Gianna Pratesi. Ma rimango sbalordito invece per un’altra scelta: nella stessa foto d’epoca è stata sbianchettata la testata del giornale. Si tratta dell’Unità, storico organo del Partito comunista italiano. Al suo posto uno spazio bianco. Ma di cosa hanno paura dalle parti di Telemeloni i novelli, solerti, e aggiungo ridicoli, censori?», aveva scritto su X Nicola Fratoianni di Avs.

La spiegazione della Rai

«È una questione tecnica, lo abbiamo fatto anche su altre foto, per evitare indebiti rilievi – ha chiarito in conferenza stampa Williams Di Liberatore, direttore dell’intrattenimento prime time Rai – lo abbiamo fatto in più occasioni». E ancora Di Liberatore ha replicato alla giornalista del Fatto Quotidiano che ha posto la questione in sala: «Benché sia un giornale è un marchio. Possono andare solo i marchi che vengono regolamentati dentro un determinato processo di placement. Si cerca di esser prudenti».

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