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Elly Schlein: «Sull’Iran la destra è ipocrita, abbiamo sempre condannato il regime»

04 Marzo 2026 - 07:44 Alba Romano
schlein meloni
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La segretaria Dem: dov'erano Meloni, Salvini e Tajani quando scendevamo in piazza per Mahsa Amini?

Elly Schlein dice che il governo Meloni sulla guerra in Iran è ipocrita. «Il Pd è in piazza accanto al movimento Donna, vita e libertà e agli studenti iraniani dalla morte di Mahsa Amini, nel 2022. Lì non ho mai visto Meloni, Tajani o Salvini: non ho mai visto questa destra ipocrita che ci accosta al regime che abbiamo sempre condannato», sostiene in un’intervista a La Stampa. Sulla guerra, spiega la segretaria Dem, «Sono intervenuta in Commissione Esteri ribadendo la posizione che abbiamo da sempre: siamo sempre stati chiari sulla condanna del brutale regime teocratico di Teheran, Khamenei era un dittatore sanguinario e di certo non ci mancherà. Per noi, però, c’è al contempo un problema».

Il problema con l’Iran

Il problema è «che siamo convinti che gli attacchi militari fatti violando il diritto internazionale e scavalcando ogni sede multilaterale siano pericolosi, un precedente pericoloso, perché allora qual è il criterio? Decide Trump? Simpatia personale? In un ordine mondiale ci sono delle regole condivise, non è che qualcuno una mattina può svegliarsi e decidere di bombardare un Paese». Su Crosetto, «hanno passato anni a raccontare la relazione privilegiata con Trump e poi non sono nemmeno stati informati prima, al punto che il ministro è rimasto bloccato a Dubai».

Khamenei non c’è più…

È vero, sostiene Schlein, Khamenei non c’è più: «Ma se domani il problema siamo noi? Chi ce l’avrà un argomento? Qual è il criterio se vale soltanto la legge del più forte? Se il problema fosse Sanchez, che Musk ha definito un traditore e Trump minaccia di sanzionare? O qualcuno che vince in futuro in Italia?». Sul governo Meloni, dice, «crescita a zero, i salari tra i più bassi d’Europa, la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni e un calo della produzione industriale. Chi può dire di stare meglio rispetto a prima? E che cosa ha fatto questo governo in tre anni per loro? Un’autonomia differenziata senza un euro, dei centri inumani, illegali e vuoti in Albania, con 800 milioni che potevano essere utilizzati per assumere più forze di polizia. E ora questa riforma della Costituzione».

La riforma

Infine, sulla riforma della giustizia: «Non migliora la giustizia per gli italiani, non rende più veloci i processi, non stabilizza i precari. Il ministro Nordio si chiede perché io non capisco che questa riforma aiuterà anche me se andrò al governo. Io rispondo che in una democrazia voglio che chi governa sia sottoposto a controlli». Il consenso di Meloni nei sondaggi, però, rimane alto. «I sondaggi li lascio a loro, io mi occupo di provare a vincere le elezioni: nelle ultime tredici regionali la nostra coalizione ha preso più voti assoluti della coalizione di governo. Nei voti veri siamo avanti. Ogni proposta politica economico-sociale da loro non viene solo bocciata, ma nemmeno discussa: il salario minimo, il congedo paritario, mentre si riempiono la bocca di retorica sulla famiglia, oggi la riduzione orario a parità di salario».

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