Nathan Trevallion e il faticoso tentativo di trattativa: «Voglio i miei figli a casa». L’appello a chi protesta per la famiglia nel bosco

Nathan Trevallion, il padre dei cosiddetti “bimbi del bosco”, è tornato oggi nella casa famiglia dove sono ospitati i suoi figli, questa volta insieme alla zia e alla nonna dei piccoli. Uscendo dalla struttura, l’uomo ha continuato a mostrarsi più favorevole della moglie a trattare con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria. Così come aveva provato a fare nel corso della fase istruttoria, a differenza di Catherine Birmingham. Trevallion ha quindi lanciato un appello: «Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui». Ha poi chiesto a chi lo sostiene di evitare iniziative pubbliche: «Chiedo con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private». La madre, Catherine, resta nel casolare nel bosco donato loro da un imprenditore locale, in attesa di conoscere le modalità con cui potrà far visita ai tre figli, sempre nella struttura.
Il Tribunale dei minori risponde: «Nessuna posizione ideologica, tuteliamo i bambini»
Sul piano giudiziario, la famiglia attende che la Corte d’Appello si pronunci sul ricorso presentato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che hanno chiesto la sospensione dell’ordinanza di venerdì scorso. Nel frattempo, la presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, bersaglio negli scorsi mesi di insulti e minacce online e ora sotto protezione rafforzata, ha diffuso una nota insieme al procuratore David Mancini. «Le sofferte e delicate decisioni in materia – scrivono – non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti». Le decisioni, precisano, sono «eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio».
La Garante regionale smentisce il rischio adozione e la separazione dei fratelli
A frenare gli allarmismi ci ha provato già da ieri 9 marzo la Garante regionale per l’Infanzia, Alessandra De Febis, che ha smentito l’ipotesi di adozione dei minori. Si tratta di un’ipotesi ventilata il giorno prima dal perito di parte Tonino Cantelmi, dopo l’ordinanza del tribunale. De Febis aveva anche assicurato che ci sarebbe stato il massimo impegno di tutti i soggetti coinvolti, perché i bambini non venissero separati: «Adotterò, nell’esercizio delle mie funzioni – aveva detto – tutti i provvedimenti necessari a tutela dei diritti dei minori coinvolti».
