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Donald Trump sarà il primo presidente della storia a firmare il dollaro americano

27 Marzo 2026 - 11:29 Alba Romano
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La firma di Trump accanto a quella del Segretario del Tesoro, Scott Bessent, per la prima volta su tutte le banconote di dollaro americano stampate a partire da giugno, in occasione del 250° anniversario del Paese

In arrivo, l’ultima mossa ad effetto dell’amministrazione Trump: il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che sarà sua la firma su tutte le nuove banconote americane, stampate da giugno in poi. Una novità assoluta per un presidente in carica dal momento che, sin dal 1861, la tradizione voleva che le uniche firme stampate sulla cartamoneta americana fossero quelle del Segretario del Tesoro e del Tesoriere. La firma di Trump comparirà quindi accanto a quella del Segretario del Tesoro, Scott Bessent, che ha definito la novità «una mossa senza precedenti».

Il 250° anniversario degli Stati Uniti e le banconote celebrative

Ricorre quest’anno il 250° anniversario della dichiarazione formale con cui le 13 colonie americane originarie, in seguito diventate stati, proclamarono la loro indipendenza dalla Gran Bretagna. Proprio all’interno della ricorrenza celebrata in questo 2026, si inscriverebbe quindi la scelta di apporre la firma del presidente su tutte le banconote, Donald Trump. Il Segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha commentato dicendo: «Non c’è modo più efficace per riconoscere i successi storici del nostro grande Paese e del Presidente Donald J. Trump che con banconote dollaro statunitense che recano il suo nome». L’attuale Tesoriere degli Stati Uniti, Brandon Beach, ha poi promesso che la valuta del Paese «continuerà a rappresentare un simbolo di prosperità, forza e dello spirito incrollabile del popolo americano».

Le critiche

Non tutti hanno però accolto con favore l’iniziativa del Dipartimento del Tesoro: il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ha commentato sui social media: «Ora gli americani sapranno esattamente chi incolpare, visto che pagheranno di più per generi alimentari, benzina, affitto e assistenza sanitaria». Il poco apprezzato protagonismo del presidente Trump, che sembrerebbe, secondo i suoi detrattori, più interessato ad operazioni di auto-promozione che alla salvaguardia del benessere economico dei suoi cittadini, lo ha visto protagonista di altre mosse, sempre legate al mondo del Tesoro. Solo all’inizio di questo mese, infatti, la Commissione statunitense per le Belle Arti, aveva votato a favore e senza obiezioni il progetto definitivo per una moneta commemorativa in oro da 24 carati con impressa l’immagine di Trump, nel quadro della celebrazione del 250° anniversario degli Stati Uniti, che ricorrerà il prossimo 4 luglio. Ma anche nel corso del suo primo mandato, il nome del presidente Trump era comparso sugli assegni di sostegno economico inviati a milioni di americani durante la pandemia di Covid-19.

Le altre mosse Trumpiane per rimanere nella storia

Non solo banconote, monete e assegni. Da tempo Donald Trump sta cercando di rendere memorabile e indimenticabile questo suo secondo passaggio istituzionale. Nei mesi scorsi aveva infatti destato molte critiche la scelta di apporre il suo nome e la sua immagine su istituzioni culturali americane, per esempio quando era stato deciso di rinominare lo storico Kennedy Center for the Performing Arts, aggiungendo il suo nome e rinominandolo così «Trump-Kennedy Center». Furono in molti gli artisti del calibro di Philip Glass, The Cookers e Chuck Redd a decidere di non esibirsi più all’interno della storica istituzione. Ma non solo cultura: in ambito economico, erano stati istituiti i cosiddetti «Conti Trump», che prevedevano un bonus di 1.000 dollari per ogni neonato. Per quanto riguarda l’ambito sanitario, il sito «TrumpRx», offre la vendita diretta di farmaci su prescrizione, mentre la «Carta d’Oro Trump» offre visti per gli Stati Uniti a partire da 1 milione di dollari a persona. Si aggiungono poi il «Trump Route for International Peace and Prosperity», un corridoio di transito incluso in un accordo mediato dalla sua amministrazione tra Armenia e Azerbaigian, ma anche un tratto di strada in Florida di 6 chilometri che va dall’aeroporto alla sua tenuta di Mar-a-Lago a Palm Beach, rinominato «President Donald J. Trump Boulevard». Molto discussa, infine, la scelta di inserire il suo nome nell’insegna dell’Istituto statunitense per la pace, che ora si chiama «Donald J. Trump, United State Institute of Peace».



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