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Un cavillo legale obbliga i produttori del biopic su Michael Jackson a tagliare le accuse di molestie sui minori

08 Aprile 2026 - 16:02 Gabriele Fazio
michael jackson abusi
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Il film è costato 15 milioni di dollari in più a causa delle modifiche necessarie per rispettare gli accordi legali

In principio Michael, l’attesissimo biopic su Michael Jackson, avrebbe dovuto raccontare l’impatto delle accuse di molestie su minori nella vita dell’indiscusso re del pop. Addirittura si dice che il film iniziasse con l’arrivo della polizia nel famoso al Neverland Ranch, la casa dell’artista, quella dove poi gli abusi di cui sopra avrebbero avuto luogo, siamo nel 1993 e il protagonista, Jaafar Jackson, nipote di Michael, lo troviamo a guardarsi addolorato allo specchio, mentre le luci delle sirene tagliano il suo volto. Ma questa è solo una delle scene che, secondo quanto riportato da Deadline, il pubblico non vedrà mai. Tagliata, come tutte quelle scene che facessero riferimento ai guai con la giustizia di Michael Jackson.

I motivi del taglio

Ma attenzione, il fatto che Michael non tratterà le accuse di molestie sui minori a carico di Jackson, argomento tra l’altro trattato in numerosi, alle volte anche equivoci, documentari, non dipende dalla volontà di dribblare l’argomento, bensì da un cavillo legale: arrivati al montaggio infatti, i legali degli eredi di Michael Jackson, coinvolti direttamente nella produzione del film, si sono accorti che la narrazione violava la clausola di un accordo stipulato con uno degli accusatori del cantante, Jordan Chandler, che vieta la sua rappresentazione o menzione in qualsiasi film.

Un finale da riscrivere

A quel punto il regista Antoine Fuqua (Training Day, The Guilty) e lo sceneggiatore John Logan (Ogni maledetta domenica, Il gladiatore, The Aviator) si sono dovuti ributtare sul progetto per trovare un finale alternativo. Ed è stata questa la motivazione che ha rimandato due volte l’uscita di quello che è certamente tra le pellicole che il mondo aspetta con il fiato sospeso, programmata prima per aprile 2025, poi per ottobre 2025 e infine per aprile 2026. Lo scorso giugno il cast si è riunito per 22 giorni di riprese aggiuntive per girare il nuovo terzo atto e approfondire alcune scene già presenti nel film. Questo ha fatto montare il budget del film (già alto: 155 milioni di dollari) di ulteriori 10-15 milioni. Soldi che però non sono usciti dalle tasche della produzione ma proprio dai legali dei Jackson, che si sarebbero totalmente assunti la responsabilità dell’errore. Poco male, lo sforzo economico è stato ricompensato con una quota azionaria del film.

Il nuovo finale

Il biopic di Michael Jackson così non si concluderà più in maniera cupa, come la realtà purtroppo ci ha insegnato, con un’ombra di sospetto su quello che è uno dei più grandi geni e figure della storia del pop mondiale, ma con lui ancora all’apice del successo, durante il tour di Bad, mentre si prepara per salire sul palco. Il dramma del film quindi passa dal rapporto che nessuno ha mai saputo spiegare con certezza tra Michael Jackson e i bambini a quello con il padre, Joe Jackson, che non vuole che la carriera solista del figlio vada a discapito dei Jackson 5, il gruppo Motown che ha reso famosa la famiglia. ll film esplorerà anche la guarigione di Jackson dalle gravi ustioni al cuoio capelluto riportate in un incidente con i fuochi d’artificio durante le riprese di uno spot pubblicitario della Pepsi nel 1984, compreso l’abuso di antidolorifici che iniziò a fare in quel periodo.

Possibili reazioni del pubblico e un sequel già pronto

Prima di decidere di tagliare dal primo grande biopic su un’icona come Michael Jackson ogni riferimento alle controversie legali, i produttori hanno ragionato a fondo. A convincerli a procedere in questa direzione è stato il successo del musical MJ, partito da Broadway e finito in tour in tutti gli Stati Uniti, un tour con un incasso di oltre 300milioni di dollari, uno dei soli quattro musical ancora in tour dai tempi del Covid. Anche quell’opera bypassava le accuse di molestie sessuali, concentrandosi molto sulla sua musica e la cosa non ha creato particolari proteste da parte del pubblico. Ma non solo, pare che una prima versione del film durasse oltre tre ore e mezza, poi smezzate, dando così la possibilità alla produzione di pensare a un sequel. Certo, in caso di sequel la fine della storia di Micheal Jackson, sicuramente non degna dello spessore dell’artista, non si potrebbe evitare. Non si tratta di un progetto campato per aria, lasciato in forse, ma Graham King, produttore di Michael, ha già calcolato che il 30% delle scene tagliate da questo primo film potrebbero essere riutilizzate perfettamente per una seconda parte e che il dialogo con gli studios sarebbe già avanzato. La storia tratterebbe la registrazione degli ultimi dischi della star, tra cui Dangerous del 1991 e Invincible del 2001, sull’acquisto e la costruzione del Neverland Ranch, nonché sul suo amore per gli animali. Sempre secondo Deadline però la realizzazione di una seconda parte del biopic dipenderebbe dagli incassi della prima, se davvero si raggiungesse il checkpoint sperato, fissato a 700milioni di dollari in tutto il mondo, allora tutto risulterebbe più facile.

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