Hegseth benedice la guerra con Pulp Fiction: al Pentagono il segretario della guerra recita il monologo di Samuel L. Jackson

Il Segretario della Guerra Pete Hegseth, per “benedire” le operazioni militari contro l’Iran, non ha attinto ai testi sacri, ma al cinema. Durante un sermone presso il Pentagono, ha recitato il violento monologo di Jules Winnfield nel film Pulp Fiction, spacciandolo per una preghiera biblica. L’episodio, bollato dai critici come un «mix scioccante di ignoranza e teatralità» e un «cosplay hollywoodiano», segna un nuovo punto di rottura tra l’amministrazione Trump e le autorità religiose.
Il caso Hegseth si inserisce in un clima già teso dopo le polemiche sulla discussa immagine di Donald Trump in versione Gesù Cristo, che il tycoon ha provato a giustificare sostenendo di essere stato raffigurato come un «medico».
Ezechiele 25:17, la “Bibbia” secondo Tarantino
Il passaggio declamato da Hegseth è il celebre monologo che precede le esecuzioni nel film di Quentin Tarantino. Sebbene nel film venga presentato come il versetto Ezechiele 25:17, il testo originale della Bibbia è profondamente diverso e molto più breve.
La versione cinematografica recitata dal Segretario della Guerra recita: «Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. […] E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli».
Nella realtà, il vero testo biblico si limita a descrivere la punizione divina contro i Filistei e non contiene alcun riferimento al “cammino dell’uomo timorato” o alla “tirannia degli uomini malvagi”. Utilizzando questo testo in un contesto istituzionale, Hegseth ha di fatto sostituito la dottrina religiosa con una sceneggiatura pulp degli anni ’90, scatenando l’accusa di aver trasformato il Pentagono in un set cinematografico.
