«Melania ha un patto con Zampolli perché teme che lui parli»: le rivelazioni di Amanda Ungaro a Report sull’ombra di Epstein. Ma lui smentisce

Melania Trump sarebbe legata a Paolo Zampolli da un accordo di protezione per evitare che emergano verità scomode sul suo passato a New York. È questa la tesi di Amanda Ungaro, ex modella brasiliana e per due decenni compagna dell’imprenditore italiano, intervistata da Sacha Biazzo per la puntata di Report in onda domenica 19 su Rai 3. Secondo Ungaro, il ruolo di Zampolli nella vita dei Trump sarebbe molto diverso da quello ufficiale. «Lui non è vicino a Trump, è vicino a Melania. Chiaro? Il suo rapporto con Trump passa attraverso Melania», spiega l’ex modella, sposata e divorziata con Paolo Zampolli e poi deportata dall’Ice fuori dagli Stati Uniti. L’imprenditore tuttavia smentisce tutto e anzi sostiene che si tratterebbe di un tentativo di vendetta personale della ex.
Il primo incontro tra Donald e Melania Trump
Il cuore della vicenda riguarda il primo incontro tra Donald e l’attuale moglie: per anni Zampolli si è accreditato come il “cupido” della coppia, ma le carte giudiziarie dicono altro. «Paolo dice sempre: “Sono stato io a presentare Melania a Trump”. Ora però nei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia si legge che fu Epstein a farlo», accusa Ungaro. Secondo questa ricostruzione, Melania avrebbe necessità di mantenere l’imprenditore italiano nella sua cerchia stretta per garantirsi il suo silenzio: «Tra Paolo e Melania c’è un patto, un accordo. Ne sono sicura al cento per cento. Melania ha un interesse a tenere stretto Paolo perché ha paura che lui possa dire o rivelare circostanze compromettenti». Forse dunque è anche per questo che Melania ha registrato quel video in cui si è discolpata preventivamente nel caso Epstein e in cui ha negato che fosse stato lui a presentarla a Donald Trump.
La replica di Zampolli: «È un’estorsione»
Paolo Zampolli, raggiunto dai microfoni di Rai 3, respinge ogni accusa, liquidando le parole della ex compagna come un tentativo di vendetta personale: «Se Amanda avesse avuto dei segreti li avrebbe già detti… è tutta un’estorsione». L’imprenditore ribadisce la sua versione sull’incontro tra il tycoon e la modella slovena: «Tutto il mondo sa che l’ho presentata io, lo sa il presidente, lo sa lei, lo so io». Messo davanti ai documenti che citano Epstein, Zampolli si mostra sprezzante: «Se vogliamo dire che è stato Epstein ti do ragione così andiamo avanti». Ammette di aver avuto contatti con il finanziere condannato per abusi sessuali («Epstein è venuto da me… abbiamo parlato. Poi la cosa è svanita»), ma nega di aver fatto parte del suo sistema: «Sapevo che aveva le ragazze, ma non erano le mie… non erano neanche modelle, erano ragazzine».
