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Queste immagini del soldato IDF che ripara il crocifisso in Libano non sono reali

23 Aprile 2026 - 14:56 David Puente
Sebbene la distruzione della statua a Debel sia un fatto reale avvenuto ad aprile 2026, le immagini che mostrano la riparazione e il pentimento del militare sono false

Circolano sui social due immagini che mostrerebbero un militare dell’IDF intento a riparare e a pregare davanti a un crocifisso nel sud del Libano. Le foto vengono diffuse per dimostrare l’avvenuta riparazione della statua distrutta da un soldato israeliano nel villaggio di Debel. Tuttavia, sebbene l’episodio della distruzione sia reale e l’IDF si sia impegnato a ripristinare l’opera, le immagini in questione sono false. Infatti, si tratta di contenuti generati dall’Intelligenza Artificiale.

Per chi ha fretta

  • Ad aprile 2026, un militare israeliano ha effettivamente distrutto una statua di Gesù a Debel, nel sud del Libano.
  • L’episodio è stato condannato dal Patriarca Pizzaballa e l’IDF ha confermato l’accaduto promettendo il ripristino del monumento.
  • Le immagini che mostrano il soldato mentre pulisce e prega davanti alla statua riparata non sono scatti reali.
  • Un’analisi tecnica tramite SynthID conferma che entrambe le immagini sono state generate con l’IA Gemini.

Il contesto

Ad aprile 2026, nel villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano, un militare dell’IDF è stato ripreso mentre colpiva e abbatteva una statua di Gesù. L’episodio ha suscitato dure reazioni, tra cui la condanna formale del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Pierbattista Pizzaballa.

L’esercito israeliano ha successivamente ammesso la responsabilità, definendo l’atto contrario ai propri valori e impegnandosi ufficialmente a ristrutturare o ripristinare il simbolo cristiano.

Le immagini fake e la narrazione

Le immagini mostrano un soldato israeliano mentre pulisce la statua del Cristo e mentre è raccolto in preghiera davanti ad essa. Considerata la promessa dell’DF, alcuni utenti hanno condiviso le immagini ritenendole vere: «È notizia recente che l’IDF, dopo lo scandalo del Libano, abbia punito il soldato responsabile della dissacrazione con 30 giorni di reclusione e abbia restaurato la croce distrutto».

La verifica con SynthID

Effettuando un controllo con SynthID, la tecnologia di Google per l’identificazione di contenuti generati dalla propria Intelligenza Artificiale, riscontriamo che entrambi i file contengono il watermark digitale che identifica i contenuti prodotti da Gemini.

Le foto, dunque, non documentano la restaurazione del crocefisso, ma sono state create artificialmente per illustrare la narrazione della “riparazione” del danno.

Conclusioni

Sebbene la distruzione della statua sia avvenuta e l’esercito israeliano abbia promesso di ripristinarla, le immagini del militare mentre la pulisce e prega sono state generate artificialmente con Gemini.

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