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10 Maggio 2026 - 08:34 Gabriele Fazio

Nerissima Serpe – Nerissima

Habemus rap. Rap nella sua espressione più autentica, quella street, quella che guarda al mondo dal basso verso l’alto, una visione per sbattere i piedi, per alzare la testa, per rivendicare qualcosa, al cielo o a se stessi. Ma anche il rap per ciò che è diventato, forse nella sua versione più luminosa, un mezzo assai efficace che permette un utilizzo della parola ipnotico e genialoide. Quel che più conta, comunque, è che Nerissima Serpe, un po’ a sorpresa, bisogna ammetterlo, abbia fatto giganteschi passi di lato e in avanti rispetto la scena rap più pop, quella da fantastiliardi di stream e pochissima sostanza. Nerissima pulsa della necessità del rapper di raccontarsi, tutto è onesto e ottimamente calibrato, anche grazie al buon lavoro in termini di produzione da parte di Fritu, che non si prende mai la scena, che non risulta mai ruffiano con l’ascoltatore. Per cui ai pezzi condizionati dai famigerati banger si alterano pezzi più leggeri e, cuore del progetto, pezzi decisamente più intimi, come la sua versione di Ridere di te di Vasco o il duetto con Madame, Comunicazione, davvero di gran pregio. Si, certo, dentro magari non ci troverete necessariamente il pezzo della vita, ma noi lo prendiamo come il segnale, l’ennesimo in realtà, che la scena sta lentamente mutando, che tutti crescono e le spacconerie fini a se stesse non sono più così cool, qualora lo siano mai state, è chiaro.