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Liberato, Dimartino, Nu Genea e Mannarino sfornano dischi meravigliosi. Bene Michielin e Coez, deboli i pezzi di Ultimo e Arisa – Le recensioni

10 Maggio 2026 - 08:34 Gabriele Fazio

Francesca Michielin – Una donna può

La musica italiana, piaccia o meno (per quanto ci riguarda, meno), da un certo punto della sua storia in poi, un punto che abbiamo deciso di ribattezzare “Meridiano Thegiornalisti”, è stata brutalmente invasa dalle sonorità anni ’80. Capita anche nelle migliori famiglie, pazienza. Chiaro che questa reference cronologica è stata scorticata da un’infinita quantità di artisti. Eh vabbè. Pochi però sono riusciti ad andare oltre la citazione furbetta, come invece fa oggi Francesca Michielin, che si dimostra un’artista che si esalta proprio nel mettersi alla prova in ambienti musicali sempre più vari con quella che da questo lato viene percepita come grande curiosità e grande divertimento. Per cui, si, vai di synth, ma diamo al pezzo una nota scura, un’ombra quasi caravaggesca e, si, medievale, rimaniamo però totalmente contemporanei nella produzione, affinché suoni del tutto pop. Ed ecco che ne viene fuori Una donna può, che è un brano femminista, tema che, giustamente, sta molto a cuore alla nostra e che la nostra sviluppa con eccellente credibilità, quella credibilità che in Italia risulta troppo spesso dimenticata nell’altra borsetta griffata. Una donna può non fa che confermare che Francesca Michielin è una splendida artista, necessaria in un panorama che si fa sempre più becero.