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Liberato, Dimartino, Nu Genea e Mannarino sfornano dischi meravigliosi. Bene Michielin e Coez, deboli i pezzi di Ultimo e Arisa – Le recensioni

10 Maggio 2026 - 08:34 Gabriele Fazio

Nu Genea – People of the Moon

C’è chi cavalca, anche bene, onde che arrivano dal passato. C’è chi prova, anche bene, a prendere il passato e trascinarlo nel futuro. Poi ci sono i Nu Genea, che riescono ad abbracciare passato, presente e pure futuro per metterli insieme, senza alcuna furbizia, trasformando questo fascinoso, trascinante, entusiasmante mix in puro stile. Il risultato è un disco splendido come Bar Mediterraneo e come, oggi, People of the Moon, che non è un disco spaziale, etereo, la visione musicale è, anzi, splendidamente terrena, tenuti coi piedi saldi da questo groove che alle volte si fa funky, alle volte si fa world, alle volte ha il sapore dei ruggenti anni ’70, alle volte si fa perfino arabeggiante. Questo perché si tratta di un lavoro di ricerca, è chiaro, ma soprattutto perché il pensiero erudito, squisitamente artistico, quando viene lasciato libero di vagare, di impregnarsi del bello che incrocia, poi è chiaro che diventa materia prima di rara fattura per chi fa musica con il genuino intento di fare musica. Questo fa tutta la differenza del mondo. E, a proposito di mondo, per questo i Nu Genea al momento rappresentano di gran lunga una delle migliori proposte musicali da noi esportate all’estero, lontanissimi, grazie a Dio, dai cliché banalotti finora rifilati a quegli stranieri che pretendono una certa immagine musicale di noi. Ma noi siamo molto di più e di sicuro i Nu Genea ne sono la prova. Bravissimi.