Hantavirus, come stanno i pazienti italiani e quali sono le misure in caso di contagio: quarantena e mascherine – La circolare

Il test effettuato sul paziente veneto, esposto all’hantavirus, ha dato esito negativo. A comunicarlo è stata la direttrice della prevenzione al ministero della Salute Mara Campitello a Radio anch’io. La dirigente ha però precisato che un esito negato iniziale «non esclude una possibile positività successiva», anche se il fatto che il paziente sia asintomatico rappresenta un elemento rassicurante. Per questo motivo restano attive le misure di sorveglianza sanitaria e l’isolamento. Gli altri quattro passeggeri che erano a bordo dell’aereo in cui si trovava la donna contagiata, salita a Johannesburg e poi deceduta in Sudafrica, ha ribadito Campitiello, «sono asintomatici, sono in sorveglianza attiva e in isolamento fiduciario».
La circolare del ministero della Salute: cosa prevede
Al momento non emergono segnali di pericolo legati all’hantavirus tipo Andes in Italia, ma sono comunque state attivate misure preventive anti-contagio per limitare qualsiasi possibile rischio di diffusione del virus nel Paese. Il ministero della Salute, attraverso una circolare, «ritiene opportuno mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria – si legge nel documento – con particolare attenzione all’identificazione precoce di eventuali casi sospetti e all’adozione tempestiva delle misure di contenimento previste per i casi confermati». La circolare richiama e rafforza misure già previste dai protocolli sanitari nazionali e internazionali. In particolare, sono stati allertati gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), strutture che operano nei principali aeroporti e punti di ingresso nel Paese con il compito di monitorare eventuali situazioni di rischio sanitario.
Le misure negli aeroporti
Negli aeroporti, «esistono già tutta una serie di procedure che dovrebbero essere seguite, quali per esempio il controllo di pazienti a bordo con sintomi e circolari Enac che ricordano che laddove c’è un sospetto di sintomo va avvertito l’Usmaf, che sono le strutture sanitarie di competenza». In caso di sintomi da virus, «il comandante, quindi la compagnia aerea, avvisa gli operatori del settore. Questi a loro volta avvisano il ministero della Salute, che ha delle sedi periferiche in ogni aeroporto, e noi chiaramente mettiamo in allerta tutto un sistema di sorveglianza. Nella circolare abbiamo semplicemente ricordato queste misure e alzato il livello di allerta».
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Mascherine e quarantena
Alle Regioni e alle Province autonome il ministero raccomanda inoltre di individuare specifici «laboratori regionali di riferimento» e di attivare misure di «quarantena fiduciaria e sorveglianza attiva» nei confronti dei casi confermati, dei soggetti sospetti e delle persone entrate in contatto con individui risultati positivi, con i passeggeri o con l’equipaggio della nave Hondius, soprattutto in presenza di febbre, sintomi respiratori o gastrointestinali, vertigini o brividi. Tra le indicazioni contenute nella circolare figurano anche alcune precauzioni ormai note ai cittadini dopo l’esperienza del Covid-19: limitare le uscite, isolarsi in presenza di conviventi, utilizzare la mascherina se necessario ed evitare luoghi affollati o mezzi di trasporto pubblici. La priorità nell’esecuzione dei test diagnostici dovrà essere riservata alle persone che presentano sintomi compatibili con l’Hantavirus.
Capua: «Rischio di contagio in Italia è praticamente zero»
«Chi si ammala per infezione di hantavirus ha bisogno di cure importanti, non basta un po’ di riposo. Ma ricordiamo che sono virus che difficilmente si contagiano da uomo a uomo. C’è stata la vicenda tragica della morte dell’ornitologo e della moglie, i quali però dormivano insieme nella stessa cabina della nave. Ma se devo dire quale è il rischio per l’Italia, visto che lo zero in biologia non esiste, mi sento di dire un numero quanto più vicino allo zero». Così la virologa Ilaria Capua, senior Fellow alla Johns Hopkins University di Bologna e direttore emerito del One Health Center of Excellence (Florida University) intervenendo a Radio anch’io commenta la diffusione dell’hantavirus nel nostro paese.
«Giustamente – ha aggiunto l’esperta – i cittadini entrano nel panico perché abbiamo fresco il ricordo della pandemia Covid ma ci sono virus e virus, questi virus non hanno capacità di far partire un’emergenza pandemica. Di recente ci sono stati focolai in Argentina e non hanno destato attenzione, nonostante mancassero misure di sicurezza». I passeggeri scesi dalla nave, inoltre, «sono stati presi e portati in ospedale a bordo di veicoli protetti ed erano senza sintomi», quindi «il rischio di contagio è praticamente zero».
Foto copertina: EPA/ROB ENGELAAR | Un volo di evacuazione da Tenerife presso la base aerea di Eindhoven, a Eindhoven, nei Paesi Bassi, il 12 maggio 2026

