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Mattarella sente il presidente israeliano Herzog: «Basta guerra permanente. Inaccettabili gli attacchi al contingente Unifil»

13 Maggio 2026 - 21:03 Anna Clarissa Mendi
Il presidente della Repubblica ha avuto un colloquio telefonico «franco e aperto» con Herzog dove ha anche sottolineato la necessità del «rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali»
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«Franco e aperto». Così è stato descritto da fonti del Quirinale, il colloquio telefonico avvenuto questa sera, mercoledì 13 maggio, tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente israeliano Isaac Herzog, durante il quale sono stati affrontati diversi temi legati alla situazione in Medio Oriente. Nel corso della conversazione, Mattarella ha sottolineato con forza l’urgenza di «abbandonare l’attuale condizione di conflitto permanente» nella regione, richiamando la necessità di avviare un percorso che possa portare a una stabilizzazione duratura.

«Gli attacchi al contingente Unifil? Inaccettabili»

Il Capo dello Stato ha espresso una posizione netta riguardo agli attacchi contro il contingente Unifil impegnato nelle operazioni di pace in Libano, giudicandoli «inaccettabili». Nella telefonata è stato, inoltre, richiamato il rispetto del «diritto della navigazione nelle acque internazionali». Un riferimento che potrebbe essere collegato al caso della Flotilla per Gaza, fermata nelle scorse settimane. Mattarella ha, infine, riaffermato l’impegno «determinato» dell’Italia contro ogni forma di antisemitismo.

Qual è la situazione in Libano?

La telefonata è avvenuta al termine di una giornata in cui Israele ha intensificato i bombardamenti sul Libano, alla vigilia del nuovo round di colloqui diretti previsto a Washington. Nelle stesse ore, un drone è esploso all’interno del quartier generale della missione Onu (Unifil), dove è presente anche un contingente italiano, senza causare feriti. Hezbollah, pur non coinvolto nei negoziati ma principale attore politico-militare libanese, ha rivendicato nuove azioni contro le forze israeliane impegnate nel sud del Libano, in particolare nell’area oltre il fiume Litani.

Secondo il ministero della Sanità libanese, tre attacchi israeliani con droni nei pressi di Beirut sud avrebbero causato otto morti, tra cui due bambini, mentre un altro raid a Sidone avrebbe colpito un furgone, provocando la morte del conducente e il ferimento di un’altra persona. Da parte sua, l’esercito israeliano afferma di aver colpito nelle ultime 24 ore oltre «40 infrastrutture di Hezbollah» nel sud del Paese, tra depositi di armi ed edifici utilizzati a fini militari.

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