Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoGoverno MeloniHantavirusJannik Sinner
ATTUALITÀRomaVirginia RaggiX (Twitter)

Minzolini non diffamò Virginia Raggi. La corte d’appello assolve l’ex parlamentare di FI: «Quel tweet era diritto di critica»

13 Maggio 2026 - 22:28 Francesca Milano
minzolini
minzolini
Dopo una caduta dallo scooter l'ex parlamentare se l'era presa con la sindaca, che lo aveva portato in tribunale. Ma adesso una sentenza ribalta la decisione
Google Preferred Site

Augusto Minzolini è stato assolto dall’accusa di aver diffamato l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi «perché il fatto non costituisce reato». A stabilirlo è stata la Corte d’appello di Roma, che ha ritenuto operante il diritto di critica. In un tweet l’ex parlamentare di Forza Italia e giornalista aveva attaccato l’allora sindaca della Capitale per le «strade dissestate di Roma». Il tribunale lo aveva condannato, adesso però la Corte d’appello ribalta tutto.

L’accusa alla sindaca dopo una caduta in motorino

Nel 2017 Minzolini era caduto in motorino e su Twitter (oggi X) aveva scritto un messaggio contro Virginia Raggi: «Percorro strade dissestate di Roma e mi domando perché un’incapace, ignorante, demente abbia voluto fare il sindaco. È disonestà intellettuale!». Per questo tweet l’allora sindaca lo aveva portato in tribunale. Sette anni dopo, nel 2024, era arrivata la sentenza di condanna. Raggi, su Facebook, aveva commentato così: «L’ho citato in tribunale e quando c’è stato l’incontro di mediazione non si è presentato. Ho scelto di non percorrere la strada del risarcimento perché volevo delle scuse “vere” in quanto non sono né “demente”, né “incapace” né “ignorante” né “intellettualmente disonesta”.
Ebbene oggi il tribunale l’ha condannato per quegli insulti: sono stati necessari 7 lunghi anni, ma giustizia è fatta».

La decisione della corte d’appello

Ma la giustizia ha cambiato idea, o meglio: la corte d’appello ha ribaltato la decisione del tribunale stabilendo che quel tweet non era diffamatorio: «il fatto non costituisce reato», scrive infatti la corte.

leggi anche