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Perché gli Stati Uniti hanno incriminato l’ex presidente di Cuba Raúl Castro? I timori per un altro «piano Maduro» e l’ira de L’Avana

20 Maggio 2026 - 23:32 Anna Clarissa Mendi
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L'ex capo di Stato 94enne è accusato, dopo 30 anni, di aver abbattuto due aerei civili nel 1996. Trump: «Grande notizia, non ci sarà un'escalation»
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Gli Stati Uniti hanno incriminato l’ex presidente cubano Raúl Castro, novantaquattrenne e fratello di Fidel Castro, e altre cinque persone con accuse di «omicidio» e «cospirazione per uccidere cittadini americani», in relazione all’abbattimento nel 1996 di due aerei del gruppo di assistenza umanitaria “Brothers to the Rescue”. Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, l’episodio avvenne quando due Cessna non armati furono abbattuti da caccia cubani al largo dell’isola, provocando la morte di quattro cittadini cubani e americani. All’epoca Castro era ministro della Difesa di Cuba e, secondo l’accusa, avrebbe avuto un «ruolo di comando nell’operazione».

L’incriminazione

L’incriminazione – definita da Donald Trump «grande notizia» – è stata annunciata a Miami e rappresenta una significativa escalation nelle tensioni tra Washington e L’Avana. Le autorità americane hanno sottolineato che l’obiettivo è «ottenere giustizia per le vittime», anche se la possibilità di un processo in tribunale negli Stati Uniti resta incerta. «Vogliamo che affronti la giustizia qui. C’è un mandato d’arresto e ci aspettiamo che si presenti volontariamente o per altre vie», ha detto il ministro della giustizia americano ad interim Todd Blanche. In caso di condanna, alcuni degli imputati rischiano la pena dell’ergastolo. Raul Castro, che è stato ministro della difesa per 49 anni e per 12 presidente, rischia invece fino a cinque anni di reclusione per ognuno dei capi di accusa mossi nei suoi confronti.

L’Avana furiosa

Il governo cubano ha respinto duramente le accuse, definendo l’azione «politicamente motivata» e una provocazione nell’ambito di una strategia più ampia di pressione contro L’Avana. «Il tentativo di incriminazione è un’azione politica priva di fondamento giuridico che mira unicamente a rafforzare la tesi che stanno costruendo per giustificare la follia di un’aggressione militare contro Cuba», ha scritto su X il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, sottolineando che «l’abbattimento dei due aerei appartenenti all’organizzazione narco-terroristica “Fratelli del Soccorso” avvenne «per legittima difesa nelle sue acque territoriali».

I timori per un nuovo «piano Maduro»

L’isola è da tempo nel mirino dell’amministrazione Trump, che non ha mai escluso in via definitiva una possibile azione militare. Finora Washington ha portato avanti misure economiche coercitive e in parallelo ha condotto colloqui con alcuni esponenti di cubani, con i quali ha discusso anche l’offerta di assistenza all’isola da 100 milioni di dollari. Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump non ha nascosto il suo desiderio di ampliare il territorio americano e rimuovere i leader sgraditi. Lo ha dimostrato con la cattura di Nicolas Maduro: un’operazione rapida e senza perdite che sembra aver rafforzato la sua convinzione di poter procedere con la stessa tattica altrove.

Foto copertina: ANSA/ERNESTO MASTRASCUSA | L’ex presidente cubano Raul Castro alla commemorazione internazionale della Festa del Lavoro all’Avana, Cuba, 1 maggio 2026

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