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Al via il Mondiale con più oriundi di sempre: il 23% dei giocatori rappresenta una nazionale diversa dal proprio Paese di origine

11 Giugno 2026 - 14:16 Matteo Revellino
Argentina Mondiali Qatar 2022
Argentina Mondiali Qatar 2022
«Sarà una grande festa, il più grande evento sportivo della storia dell'umanità», promette il presidente della Fifa, Gianni Infantino. Si parte con Messico-Sudafrica, poi altre 103 partite fino ad arrivare alla finale del 19 luglio
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Non sarà un Mondiale come tutti gli altri, addirittura «il più grande evento sportivo nella storia dell’umanità», promette il presidente della Fifa, Gianni Infantino. L’epicentro dello sport globale si sposta in America, tra Messico, Candada e Stati Uniti. Dopo i casi degli scorsi giorni, inizia lo show di calcio più bello che esista, anche senza l’Italia. Il fischio di inizio allo stadio Azteca di Città del Messico tra Messico e Sudafrica, stasera 11 giugno alle ore 21 italiane (13 locali), darà l’avvio al Mondiale più grande, severo – con le nuove regole per arbitri e Var – e globalizzato di sempre. Non solo perché debutteranno nazionali come Curacao o Capo Verde, ma per un dato: su 1248 convocati, ben 289 rappresentano una nazionale diversa rispetto al proprio Paese di nascita, cioè il 23% del totale. Un numero enorme se si pensa che nel 1990 era appena il 5 per cento. A parte il caso limite di Curacao, in cui 25 calciatori su 26 sono nati in Olanda, è la Repubblica Democratica del Congo la nazionale con più giocatori provenienti da Paesi diversi rispetto alle loro famiglie (20), seguito da Marocco e Bosnia (17), Haiti e Algeria (16). Alcuni casi, come quello di Marcus Thuram nato a Parma, si spiegano con il lavoro del padre. Altri, sono storie di immigrazione o di seconde generazioni.

48 squadre, 4 debuttanti: i Mondiali in numeri

Per la prima volta ci saranno 48 squadre con 1248 calciatori convocati: i gironi passano da 8 a 12, con l’introduzione dei sedicesimi di finale prima degli ottavi. Per ogni gruppo passeranno le prime due classificate, poi le otto migliori terze che verranno poi sparse nel tabellone ad eliminazione diretta. Un Mondiale in grande che ha bisogno di una grande sede, in questo caso – per la prima volta nella storia – sono ben tre i Paesi ospitanti. Sedici città, spalmate su quattro fusi orari, ospiteranno le 104 partite in programma nei 39 giorni del torneo. Si chiude il 19 luglio, chissà delle 48 squadre chi saranno le 2 ad arrivare fino in fondo. Quattro sono poi le nazionali debuttanti. Si parte con il Curacao, la nazionale più piccola ad aver mai partecipato a un Mondiale, arrivata con un entusiasmo contagioso. Poi Capo Verde, Giordania e l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro.

Le 3 cerimonie d’apertura

Tre Paesi, tre cerimonie di apertura, per la prima volta nella storia: si parte questa sera, 11 giugno, con l’inaugurazione allo stadio Azteca di Città del Messico, l’impianto che nel 1970 ospitò la leggendaria partita Italia-Germania 4-3. Stavolta niente azzurri, ma ci saranno Shakira e Burna Boy che canteranno Dai Dai, canzone ufficiale della Coppa del Mondo 2026: inizio previsto 90 minuti prima il fischio d’inizio della partita, quindi alle 19:30 ora italiana (11:30 locali). Si prosegue domani, 12 giugno, con le cerimonie a Toronto: l’inizio è alle 19:30 ora italiana (13:30) prima della partita tra Canada e Bosnia Erzegovina e vedrà esibirsi, tra gli altri, Michael Bublé. Nella notte italiana del 13 giugno Los Angeles, 90 minuti prima della sfida tra Usa e Paraguay, ci sarà l’ultimo show con Katy Perry. Inizio all’1:30 italiana, 16:30 locali. In totale, nelle tre cerimonie si esibiranno 25 artisti.

Le favorite e la maledizione del Pallone d’Oro

Quasi quattro anni fa, in inverno, Lionel Messi alzava in Qatar la Coppa del Mondo dopo una partita storica contro la Francia di Kylian Mbappé. Quest’anno c’è meno ottimismo attorno all’Argentina, nazionale che ha confermato quasi in toto i convocati della scorsa edizione, senza però Paulo Dybala e soprattutto Angel Di Maria. Leggendo i nomi, la favorita sarebbe la Francia che vuole vendicarsi per la sconfitta di quattro anni fa. Il talento, soprattutto offensivo, di certo non manca. Ma c’è una maledizione: non ha mai vinto il Mondiale la nazionale del pallone d’oro in carica. A vincerlo nel 2025 è stato Ousmane Dembélé, fresco vincitore della Champions League con il Psg. Un ostacolo quindi per il ct francese Didier Deschamps che, insieme all’argentino Lionel Scaloni, cerca il secondo successo alla Coppa del Mondo, impresa riuscita solo a Vittorio Pozzo nel 1934 e 1938.

I bookmakers e l’algoritmo Opta puntano però sulla vincente dello scorso Europeo, la Spagna. Da monitorare le condizioni della stella Lamine Yamal, arrivato acciaccato al primo Mondiale della sua carriera. Occhio a non sottovalutare il Brasile di Carlo Ancelotti, un connubio agli antipodi viste le opposte idee calcistiche, ma che potrebbe essere quello giusto per riportare a Rio de Janeiro un successo che manca dal 2002. C’è anche l’Inghilterra vice campione in carica, guidata da Harry Kane, e il Portogallo non più solo di Cristiano Ronaldo. Parte più indietro la Germania, anche se la celebre frase di Gary Lineker ai Mondiali è sempre valida: «Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine vince la Germania». Ed è anche l’unica nazionale europea in grado di vincere una Coppa del Mondo quando ospitata in America, nel 2014. Tra le sorprese occhio all’Olanda. Lo statistico tedesco Joachim Klement ha elaborato un algoritmo che gli aveva permesso di predire la vittoria dell’Argentina nel 2022: secondo il modello quest’anno la vittoria sarà dell’Oranjes, in finale contro il Portogallo.

L’ultimo ballo di Messi e Cristiano Ronaldo

Hanno segnato una generazione calcistica intera. O forse più di una. È stato il duello più epico della storia del calcio: mai sono esistite contemporaneamente due leggende di questa portata. Il Mondiale 2026 sarà l’ultimo torneo in cui si troveranno nello stesso tabellone. Per la sesta volta, nessuno come loro, insieme al portiere messicano Ochoa, convocato anche lui per questi Mondiali. Messi l’ha già vinto quattro anni fa, per Cristiano Ronaldo «è un sogno».

Si sono divisi 10 palloni d’oro in altrettanti anni, dal 2008 al 2017. Poi la Pulce ne ha sollevati altri due nel 2021 e 2023: l’ultimo valzer di un’eterna rivalità sportiva si ballerà in America. Entrambi debutteranno il 17 giugno. L’Argentina se la vedrà con l’Algeria, il Portogallo con la Repubblica Democratica del Congo. Per più di qualche appassionato la speranza è che possano anche terminare il percorso nella medesima data: il 19 luglio, nella finale di New York.

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