Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoDonald TrumpGiorgia MeloniMondiali 2026
SCUOLA E UNIVERSITÀGiovaniMaturitàSalute mentaleScuola

Maturità, cresce l’ansia per mezzo milione di studenti. Dalle pause agli esercizi di respirazione, i consigli per ridurla

15 Giugno 2026 - 15:14 Matteo Revellino
stress maturità
stress maturità
Secondo gli esperti, l'ansia pre-esami non è del tutto negativa: può aiutare a mobilitare energie. Ma se il livello è troppo elevato, ecco i suggerimenti per abbassarlo
Google Preferred Site

La Maturità è sempre più vicina. Tra speculazioni sulle alle tracce e gli ultimi giorni di studio per arrivare preparati, sale la tensione di studentesse e studenti. «Le paure più frequenti sono legate principalmente al giudizio esterno e al timore del fallimento: non essere all’altezza delle aspettative della famiglia o degli insegnanti, o tendere a legare il proprio valore personale esclusivamente a un singolo momento di valutazione». Lo racconta Corena Pezzella, psicoterapeuta e Clinical Manager di Unobravo, servizio di psicologia online fondato nel 2019. Al di là delle paure legittime, gli studenti italiani non sentono che la scuola prepari adeguatamente a gestire le emozioni forti: sono quasi 6 su 10 ad affermarlo. Il dato emerge con chiarezza nell’indagine MINDex 2026 condotta da Unobravo in collaborazione con Ipsos Doxa sulla percezione degli italiani sull’educazione emotiva ricevuta nel proprio percorso scolastico.

I sintomi dell’ansia

L’ansia pre esami però «non è necessariamente negativa», anzi può anche essere «utile». Infatti, secondo Pezzella, «può aiutare a mobilitare energie, mantenere l’attenzione e prepararsi ad affrontare una sfida come un’interrogazione o un esame. Quando però diventa particolarmente intensa, persistente o sproporzionata rispetto alla situazione, può interferire con il benessere e con la capacità di affrontare efficacemente gli impegni scolastici». L’ansia eccessiva può tradursi in una varietà di manifestazioni: «A livello fisico, i segnali più comuni possono includere tensioni muscolari, alterazioni del sonno, tachicardia o una sensazione di stanchezza diffusa che i ragazzi faticano a spiegarsi. Sul piano comportamentale e cognitivo – prosegue la psicoterapeuta -, questa tensione può tradursi in difficoltà di concentrazione, irritabilità o tendenza a procrastinare». Ma c’è anche un caso opposto: chi, in preda all’agitazione, dedica alla scuola una quantità eccessiva di tempo, agitazione e energie. La clinical manager di Unobravo lo definisce «iper-investimento rigido nello studio».

Dalla respirazione al contatto con un amico: le strategie

Esistono delle strategie pratiche che i maturandi possono mettere in atto in questi giorni di preparazione alla Maturità. «L’obiettivo immediato non è necessariamente risolvere le cause alla radice, ma provare a ritrovare una stabilità che permetta di riconoscere lo stato emotivo e la situazione che si sta vivendo», spiega Pezzella. Tra i suggerimenti rientra la possibilità di «concedersi una breve pausa, allontanandosi temporaneamente dalla scrivania e ridurre gli stimoli – schermi, notifiche, rumori – per creare uno spazio mentale più favorevole alla concentrazione». Per ridurre lo stress è utile cercare di «rallentare il ritmo respiratorio, anche attraverso la respirazione diaframmatica». Infine può essere molto utile la compagnia di un amico, parente o, in generale, di un confidente: «Il contatto con una persona di fiducia può avere una funzione regolativa importante, non necessariamente attraverso il dialogo, ma semplicemente per non sentirsi soli in un momento emotivamente difficile», conclude la psicoterapeuta. Se gli episodi di stress e ansia interferiscono con la vita scolastica è allora utile rivolgersi a uno psicologo.

«C’è un vuoto di educazione emotiva»

È la scuola a poter «svolgere un ruolo importante anche nel supporto emotivo degli studenti», sottolinea Pezzella. Nel sistema scolastico italiano, però, si registra un «vuoto di educazione emotiva». Secondo il report MINDex , il 58% degli italiani ritiene che la scuola non li abbia aiutati a comprendere ed esprimere le proprie emozioni. Addirittura 1 su 4 afferma di aver ricevuto un supporto nullo in tal senso. Spostando l’attenzione sulla Generazione Z, quella che sarà impegnata agli esami di Maturità e cresciuta all’interno di un modello scolastico strutturalmente uguale a quello odierno, sono le ragazze ad essere più penalizzate. L’indagine infatti mostra come appena il 32% delle giovani donne dichiara di aver percepito un sostegno emotivo adeguato tra i banchi (contro il 51% dei coetanei maschi). Il 20% delle giovani intervistate ammette di essere poco o per nulla in grado, oggi, di gestire le emozioni forti. 

L’esame di Maturità è utile?

Quali possono essere alcuni fattori che alimentano l’ansia? In primis c’è il contesto familiare «che può giocare un ruolo rilevante soprattutto nella percezione della pressione relativa alla performance». Oggi un ruolo particolarmente importante è giocato dai social media: «Spostano il riconoscimento del proprio valore dal piano interno a quello esterno e alimentando dinamiche di confronto con i coetanei», prosegue la psicoterapeuta Pezzella. E poi c’è la questione sull’utilità della Maturità: la maggior parte degli studenti la abolirebbe. Per la clinical manager di Unobravo, «il suo significato psicologico è ambivalente». La Maturità infatti è sì «un rito di passaggio, che segna la conclusione di una fase della vita e l’ingresso in nuove esperienze». Ma c’è un rischio: concentrare tutte le energie sulla valutazione finale. In questo senso, allora, «questo valore simbolico rischia di passare in secondo piano. Può essere utile accompagnare gli studenti in un percorso di maggiore consapevolezza, aiutandoli a riconoscere che il rendimento scolastico rappresenta soltanto una delle dimensioni della propria esperienza», conclude Pezzella.

leggi anche