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Taser dal grilletto facile: in quattro anni impennata dell’uso nelle forze dell’ordine. 7 i morti

19 Giugno 2026 - 13:26 Federico D’Ambrosio
L'uso introdotto durante il governo Draghi. L'esplosione dei dardi passata dal 40% al 70%: il report di Antigone
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Da strumento accessorio nella gestione dell’ordine pubblico a complemento quasi indispensabile, sebbene le conseguenze per chi subisce l’esplosione dei dardi elettrici siano ancora poco chiari Il taser, la pistola che “spara” dardi elettrici è tra gli strumenti in uso delle forze di polizia statali dal 14 marzo 2022 – governo Draghi – prima in 18 città e quindi su tutto il territorio nazionale. Ma nel corso di quattro anni l’uso effettivo, e non la semplice minaccia di usarlo, è arrivato a più di 1000 casi, con un’incidenza che partiva dal 40% e nel 2025 era già al 70%.

L’associazione Antigone, che ha presentato i risultati alla Camera assieme al segretario di +Europa Riccardo Magi e al responsabile sicurezza del Pd, Matteo Mauri, ha provato a fare alcuni conti. Ed effettivamente i numeri sono impressionanti.

I dati sull’uso del Taser

Come si legge nel report, «la quota di interventi che si conclude con l’esplosione effettiva dei dardi è passata dal 40% del 2022 a circa il 70% nel 2025». Tra marzo 2022 e febbraio 2026, la Polizia di Stato ha sparato i dardi per 1.091 volte. Quali sono le effettive conseguenze per la salute di chi subisce lo sparo non è ancora acclarato con certezza.

Il report parla di una «costante difficoltà nel dimostrare il nesso causale». Per capire meglio servirebbe un registro nazionale consultabile, magari affiancato da una commissione scientifica che valuti la proporzionalità e l’efficacia dello strumento, propone il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella che per il momento estrapola un dato chiaro: neppure l’azienda che lo produce è più certa che il Taser non sia letale.

«Si è passati dall’essere galvanizzati dall’uso di questa arma che avrebbe dovuto essere l’alternativa al manganello – dice Gonnella – all’ammissione da parte degli stessi produttori che non possa essere definita non letale. Riteniamo assolutamente necessario per la salute delle persone, ma anche per la responsabilità del poliziotto che ne fa uso di quest’arma, avere chiara qual è la potenzialità letale del Taser».

I morti

I morti in seguito all’uso del Taser sono stati sette, dal 2022 al 2025. Solo per una delle vittime una sentenza ha accertato un effettivo nesso causale. Parliamo di Elton Bani, morto a Genova nel 2025, Solo per lui il medico legale ha stabilito che il decesso è stato causato da un’azione combinata tra intossicazione da cocaina e stimolazione elettrica ripetuta, «confermando che il Taser può essere un fattore determinante nella morte di un individuo», si legge nel report.

E’ un fatto che l’azienda che produce il Taser a livello globale, la Axon, nel 2025 sia stata esclusa da una gara europea da 74 milioni di euro poiché i suoi dispositivi non hanno superato le prove balistiche e di resistenza, «mostrando difetti nella precisione dei dardi e incongruenze nei report di attività».

La sindrome del poliziotto pigro

Il documento di Antigone da conto anche del dibattito internazionale e di come, negli Stati Uniti la “dipendenza” dal dispositivo sia definita da alcuni esperti come lazy cop syndrome (sindrome del poliziotto pigro). Secondo questa impostazione e citando un report di Reuters su 1000 morti in seguito all’uso del Taser, questa pistola elettrica sarebbe usata troppo rapidamente evitando le più complesse tecniche di de-escalation. Tra l’altro, dice ancora Antigone, «molti agenti continuano a colpire al torace, zona ad alto rischio cardiaco, ignorando le stesse raccomandazioni di sicurezza del produttore».

«In Italia ci sono stati almeno 7 casi di decessi legati ai taser, di cui 5 solo nel 2025. O è aumentato il numero dei soggetti che hanno a disposizione la pistola a impulsi elettrici, o la sindrome del poliziotto pigro è talmente incidente che c’è una sensazione di rilassatezza nell’utilizzarla», ha commentato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.

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