Marco Pennisi ucciso in casa, arrestata la compagna. L’ipotesi della lite finita a coltellate, le urla e l’allarme del cugino

È scattato l’arresto per la donna sospettata di aver ucciso Marco Pennesi, il 62enne trovato morto martedì nel suo appartamento di viale Matteotti, sul lungomare nord di Civitanova Marche. Secondo quanto riporta l’Ansa, a finire in carcere, nella struttura di Villa Fastiggi a Pesaro, è la sua compagna, che avrebbe 34 anni. L’omicidio sarebbe maturato nel tardo pomeriggio, al culmine di un violento diverbio tra i due. A dare l’allarme era stato un vicino, che aveva sentito delle urla provenire dall’abitazione e aveva subito avvertito un cugino della vittima, il quale ha poi trovato il corpo riverso a terra in una pozza di sangue, con una profonda ferita da taglio al braccio che gli sarebbe stata fatale per dissanguamento.
Le indagini
A coordinare gli accertamenti è il pm di turno Enrico Riccioni, mentre sul posto erano intervenuti, oltre alla polizia, anche carabinieri, polizia locale e il personale del 118. Tra le figure coinvolte nei rilievi compaiono il commissario Riccardo Zenobi, il capo della Squadra mobile di Macerata Anna Moffa e il medico legale Antonio Tombolini, con la scientifica al lavoro fino a tarda sera per ricostruire la dinamica. Fin dalle prime ore i sospetti si erano concentrati sulla compagna della vittima, rimasta per diverso tempo a bordo di una volante nei pressi della casa prima di essere condotta in commissariato per l’interrogatorio, terminato con l’arresto formalizzato nelle ultime ore.
L’allarme dal vicino di casa: «Litigavano spesso»
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A far scattare l’allarme, come ricostruisce Il Messaggero, è stata una famiglia di origini pakistane che vive al piano inferiore, con ingresso da via Regina Margherita, la stessa che poi ha avvertito il cugino della vittima, proprietario dell’appartamento in cui la famiglia abita. I vicini raccontano di aver sentito le urla provenire dalla casa di Pennesi già dalle 14.30. È stata la componente più anziana del nucleo familiare ad andare a bussare, insospettita dal trambusto: «La coppia litigava spesso, sono andata a bussare all’appartamento chiedendo cosa stesse succedendo e ho visto delle gocce di sangue fuoriuscire dalla porta», racconta al quotidiano. Ad aprirle è stata proprio la compagna del 62enne, che le avrebbe detto che Marco si era fatto male ed era stato portato in ospedale, circostanza rivelatasi falsa. Non sentendo arrivare le sirene delle ambulanze, la famiglia ha allertato il cugino proprietario di casa, che si è precipitato sul posto facendo la drammatica scoperta e chiamando il 118, i cui sanitari, giunti pochi minuti dopo, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo.

