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Achille Polonara e la leucemia: «Volevo buttarmi dalla finestra e farla finita. La mia donatrice? Una donna, il corpo ha faticato ad adattarsi»

04 Luglio 2026 - 16:20 Olga Colombano
achille polonara
achille polonara
Dal Premio Fair Play Menarini alla lotta per la malattia: il racconto del lungo percorso affrontato dall'ex cestista
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L’ex cestista Achille Polonara ha ricevuto il Premio Internazionale Fair Play Menarini, il riconoscimento che dal 1997 celebra gli sportivi non solo per i risultati, ma anche per i valori di etica, lealtà e rispetto. Un premio che corona il suo percorso sportivo, ma anche umano e personale, segnato da una lunga battaglia lontano dal campo. Negli ultimi anni, infatti, lo sportivo si è dovuto allontanare dal basket a causa di un trapianto di midollo reso necessario da una nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta, arrivata a tre anni di distanza da un precedente tumore al testicolo. Un percorso complesso, anche sotto il profilo psicologico, che lo ha portato nei momenti di grande fragilità anche a pensare di farla finita.

Lo shock per la diagnosi: «Volevo farla finita»

A giugno 2025 arriva la notizia che Achille Polonara ha la leucemia mieloide acuta. Si tratta di una malattia del sangue e del midollo osseo in cui le cellule mieloidi, precursori dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine, si moltiplicano in modo incontrollato sostituendo progressivamente le cellule sane. Per tifosi e appassionati è uno shock, soprattutto dopo la battaglia già vinta contro il tumore ai testicoli. Come racconta Polonara a Vanity Fair il momento più duro arriva con la diagnosi, «quando mi hanno dato la diagnosi ho subito pensato di non farcela, volevo farla finita. Ho anche pensato: “Adesso mi butto dalla finestra”». Ma dopo lo smarrimento iniziale Polonara reagisce ancora una volta con determinazione e affronta subito un primo ciclo di chemioterapia tra Bologna e Valencia.

Chi è la donatrice di Achille Polonara

A settembre arriva però una notizia fondamentale, viene trovato un donatore di midollo osseo compatibile al 90%, una ragazza americana. Polonara ha raccontato che visto che la donatrice era di sesso femminile l’adattamento è stato più complesso. «Ho avuto una donatrice americana e attualmente assumo farmaci di mantenimento che serviranno a scongiurare una recidiva. Dovrò prenderli per tre anni. Trattandosi di una donna le sue cellule hanno avuto difficoltà ad ambientarsi nel corpo di un uomo».

L’ipotesi di restare come allenatore

Oggi Polonara guarda a questo premio come a un simbolo del suo percorso oltre lo sport. «Non potrei che sentirmi onorato. Questo premio in passato è stato consegnato a molti atleti importanti, quindi far parte di questa lista è motivo di grande orgoglio», ha raccontato sempre nell’intervista a Vanity Fair. Il riconoscimento arriva in una fase di transizione della sua vita, in cui il basket non è più soltanto campo e competizione, ma anche possibilità di futuro in un’altra veste. Polonara sta valutando di restare nel mondo della pallacanestro come allenatore. Una proposta, arrivata da una squadra di Serie A2, è ancora sul tavolo. «Non ho ancora firmato. Sto valutando una proposta che mi è arrivata da una squadra in A2», ha spiegato a Vanity Fair. E sul futuro aggiunge: «Sono sereno. Ho sempre desiderato rimanere nel basket, che è la mia vita da sempre».

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