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Zelensky silura premier e ministro della Difesa, rivolta in Ucraina contro il rimpasto: «Vuole solo yes men» – I video

16 Luglio 2026 - 12:40 Simone Disegni
L'Ad di Naftogaz Koretsky guiderà il governo, ma a Kiev esplode la protesta per la cacciata di Fedorov. E anche l'Ue è «sorpresa»
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di cambiare di nuovo i vertici del governo, ma la sua ennesima prova di forza da quando è iniziata la guerra nel 2022 questa volta sta generando una mezza rivolta nel Paese, e perfino dentro il suo stesso partito. Zelensky aveva annunciato il rimpasto domenica, facendo sapere che la prima a saltare sarebbe stata la premier Yulia Svyrydenko, nominata esattamente un anno fa. Al suo posto Zelensky ha scelto Serhiy Koretsky, attuale amministratore delegato della compagnia statale Naftogaz: la sua nomina è stata approvata stamattina ad ampia maggioranza dal Parlamento di Kiev. Più del benservito a Svyrydenko – che potrebbe consolarsi con un posto da ambasciatrice all’estero – a far indignare una parte dell’opinione pubblica ucraina è però il licenziamento del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, annunciato ieri da Zelensky e confermato dall’interessato. Nonappena diffusasi la notizia è partita la convocazione per una manifestazione di protesta stamattina a Kiev, cui hanno preso parte migliaia di persone, infuriate per una decisione che i media ucraini definiscono «mal spiegata e profondamente impopolare».

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Chi è Mykhailo Fedorov e perché Zelensky lo licenzia

Entrato giovanissimo nel cerchio degli stretti collaboratori di Zelensky, dopo l’elezione del comico diventato politico nel 2019 Mykhailo Fedorov è stato nominato prima suo consigliere per il digitale, poi vicepremier e ministro della trasformazione digitale. Quindi a gennaio scorso, Zelensky gli ha «regalato» per i 35 anni la nomina pesantissima a ministro della Difesa. C’è anche il suo zampino dunque – insieme a quello dei vertici di esercito e servizi segreti – nella nuova strategia militare che nella prima metà del 2026 ha visto l’Ucraina abbandonare ogni precedente remora e rispondere in profondità agli attacchi di Mosca, colpendo raffinerie, hub logistici e altre infrastrutture russe per indebolirne il morale e l’economia. Ora c’è chi mormora che Zelensky abbia voluto far fuori per l’ennesima volta un dirigente diventato “troppo popolare” – il momento delle nuove elezioni presidenziali potrebbe arrivare prima del previsto. L’ex comico avrebbe invece spiegato che la decisione è stata presa per via dei crescenti scontri tra Fedorov e i vertici dell’esercito e per l’insuccesso nel portare a termine la riforma della leva militare.

Le proteste di piazza

Le elucubrazioni politiche non sembrano convincere però l’opinione pubblica ucraina. Migliaia di cittadini sono scesi in piazza stamattina a Kiev e in diverse città del Paese per protestare contro la rimozione del ministro della Difesa, al grido di «vergogna» e «reinsediate Fedorov», tra bandiere gialloblu ed europee. Per Dmytro Koziatynskyi, un veterano di guerra tra gli organizzatori della protesta, Zelensky è ormai abbonato alla «sostituzione di ministri efficaci con yes men di comodo», strada che impedirà all’Ucraina di vincere la guerra. Altri militari ucraini parlano di una decisione «completamente sconcertante», considerando Fedorov «il miglior ministro della Difesa» mai visto a Kiev. Perfino una tra le principali testate digitali ucraine solitamente benevole con Zelensky, United24 Media, ha annunciato lo stop a tutte le pubblicazioni stamattina perché la redazione si unisse alle proteste di piazza.

La «perplessità» Ue e il rischio boomerang per Zelensky

Al posto di Fedorov, Zelensky vorrebbe insediare al vertice della Difesa l’attuale ministro dell’Interno Ihor Klymenko, che avrebbe il favore di diversi comandanti dell’esercito. Ma l’ennesima prova di forza potrebbe non andare a buon fine. Non solo nelle piazze ma anche in Parlamento il mood nei confronti della nuova prova di forza di Zelensky è «esplosivo», hanno detto alcuni deputati del partito del presidente al Financial Times. Tanto che Klymenko potrebbe non avere i voti per la nuova nomina – uno scenario da incubo per Zelensky. Senza contare che la scelta di licenziare Fedorov dopo appena sei mesi ha fatto alzare più di un sopracciglio pure al partner politico-finanziario indispensabile di Kiev: l’Ue. Stamattina il Commissario alla Difesa Andrius Kubilius ha detto all’Ukrainska Pravda che la destituzione di Fedorov è una «grossa sorpresa» per Bruxelles. Un mezzo avviso per Zelensky. E ora molti ricordano di come un anno fa esatto il leader ucraino fu costretto a tornare sui suoi passi dopo aver annunciato un’altra mossa politica azzardata, quella di portare le agenzie anti-corruzione sotto il controllo del governo. Allora la combinazione delle pressioni popolari e di quelle dell’Ue fu decisiva. E ora?

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