Ultime notizie Caldo recordDonald TrumpFIFAImmigrazioneIncidenti aerei
ATTUALITÀAndrea SempioChiara PoggiDelitto di GarlascoInchiesteLombardiaOmicidiPavia

Garlasco, quattro nuove perizie sull’omicidio di Chiara Poggi: le analisi che possono incastrare Andrea Sempio

03 Agosto 2026 - 18:40 Cecilia Dardana
andrea sempio
andrea sempio
Gli esami disposti dai pm di Pavia puntano a confermare il quadro investigativo in vista della scadenza del 28 settembre. Dall'impronta a pallini della scarpa alla traccia genetica sotto le unghie di Chiara Poggi, su cosa si concentrano le nuove consulenze dei pm
Google Preferred Site

Manca un ultimo tassello e poi la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio sembra ormai cosa certa. Secondo quanto riporta il Tg1, la Procura di Pavia sarebbe pronta a depositare entro la fine di agosto quattro nuove consulenze tecniche sul delitto di Garlasco, per blindare il fascicolo processuale, respingere le contestazioni dei legali dell’indagato e confermare gli esiti scientifici finora raccolti. Il tutto entro e non oltre il 28 settembre, termine ultimo entro il quale i magistrati dovranno procedere con la richiesta al gip. Nonostante la formale chiusura delle indagini notificata lo scorso maggio e le successive memorie depositate dalla difesa del 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, i magistrati hanno deciso di commissionare un ulteriore pacchetto di accertamenti di parte. Ecco cosa riguardano.

Le verifiche sulle impronte

Il primo e consistente filone delle consulenze riguarda l’analisi delle impronte e delle tracce fisiche presenti nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo è stata incaricata di svolgere un supplemento di perizia per valutare nel dettaglio la compatibilità tra la struttura del piede di Sempio e le impronte insanguinate rilevate sul luogo del delitto. Questo accertamento tiene conto sia delle misurazioni attuali sia delle inevitabili trasformazioni fisiche intervenute in quasi vent’anni.

L’analisi dell’esperta non si limita alla celebre impronta a pallini lasciata dalle scarpe sul pavimento, ma estende le verifiche anche alla cosiddetta impronta 33, ovvero l’impronta palmare individuata sulla parete destra delle scale che conducono al seminterrato, dove è stato poi trovato il cadavere della vittima. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’aggressore potrebbe essersi appoggiato con il piede sul primo gradino e con la mano sul muro per controllare un’ultima volta il corpo di Chiara Poggi. Un’interpretazione che la difesa di Sempio respinge con fermezza, negando la riconducibilità dell’impronta della mano al proprio assistito.

L’analisi sulle scarpe

In parallelo, i consulenti Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli stanno completando le analisi dedicate alla conformazione delle calzature. Il loro compito è confermare o smentire la corrispondenza tra l’impronta a pallini e la suola di una scarpa marca Frau numero 42. Si tratta di un elemento cardine nell’intera vicenda giudiziaria, perché fu una delle prove centrali che portarono alla condanna in via definitiva di Alberto Stasi, pur in assenza del sequestro materiale di quelle scarpe tra i suoi beni.

Il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi

L’altro pilastro su cui fa leva la Procura di Pavia riguarda gli accertamenti genetici affidati al professor Carlo Previderé. Il genetista forense è stato chiamato a condurre un ulteriore approfondimento sul materiale biologico rinvenuto sotto le unghie della vittima. Per la Procura, i dati raccolti indicano che il profilo del cromosoma Y appartiene in modo inequivocabile alla linea paterna della famiglia Sempio. Sebbene perizie super partes abbiano evidenziato l’impossibilità di stabilire con certezza scientifica le modalità e il momento esatto del trasferimento di quella traccia, la presenza del Dna resta uno degli elementi di punta a sostegno dell’accusa.

La perizia psichiatrica

C’è poi la consulenza psichiatrica voluta dalla procura di Pavia e a cui Sempio aveva rifiutato di sottoporsi. «Crediamo che l’accertamento dei fatti debba precedere qualsiasi valutazione personologica, a maggior ragione se riguarda ipotetiche patologie. Prima il fatto e poi tutte le valutazioni del caso», aveva spiegato l’avvocato del 38enne, Liborio Cataliotti, per motivare il rifiuto dell’indagato di sottoporsi al colloquio con il professor Catanesi, lo psichiatra incaricato dalla Procura di tracciarne il profilo di personalità e l’eventuale pericolosità sociale. Ma la consulenza psichiatrica si terrà comunque. Come? Attraverso l’analisi dei documenti, degli appunti personali sequestrati a casa dell’indagato e delle valutazioni già tracciate dagli esperti del Racis dei Carabinieri.

Lo scenario giudiziario e i riflessi su Alberto Stasi

Il deposito formale delle quattro perizie precederà dunque la sempre più probabile richiesta di rinvio a giudizio, che andrà formalizzata entro il 28 settembre. Sullo sfondo intanto rimane anche la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio dell’allora fidanzata. La Procura Generale di Milano ora di settembre potrebbe infatti aver sciolto le ultime riserve sull’eventuale presentazione dell’istanza di revisione del processo che portò alla sua condanna.

leggi anche