Spin Time, 120 persone ricollocate. Ma cresce la protesta per le strutture lontane: «Non vogliamo lasciare il quartiere»

Dopo quasi due settimane trascorse in strada, sono iniziati i trasferimenti degli ex occupanti di Spin Time, l’edificio di via di Santa Croce in Gerusalemme evacuato dopo l’incendio del 29 luglio. Finora circa 120 persone sono state accolte in strutture convenzionate con la Protezione civile e in alcune strutture religiose, ma almeno altre 150 hanno scelto di restare per strada, proseguendo il presidio davanti all’edificio. Il problema riguarda soprattutto la distanza delle sistemazioni proposte. Tre delle strutture individuate si trovano fuori dal Grande raccordo anulare – la tangenziale ad anello che circonda Roma – nonostante la richiesta degli ex occupanti di non essere dispersi e di poter rimanere nel quartiere dove vivono, lavorano e hanno costruito le proprie relazioni. Per molte famiglie questo significa anche rischiare di interrompere la continuità scolastica dei bambini.
Che fine farà l’edificio?
Il Comune di Roma aveva presentato a Investire Sgr, la società proprietaria, un’offerta per acquistare l’edificio – e consentire dunque il rientro graduale degli occupanti nello stabile – ma la società l’ha rifiutata, sostenendo che un sopralluogo avesse certificato l’inagibilità dello stabile. Una ricostruzione contestata però da Fratelli d’Italia, secondo cui sarebbe stato il Viminale a escludere la possibilità di un rientro nell’edificio per ragioni di sicurezza e legalità.
Martedì 11 agosto è previsto un nuovo incontro in Campidoglio sulla sistemazione degli ex occupanti, dal momento che – come spiegano da Spin Time – il presidio proseguirà «finché anche l’ultima persona non avrà un tetto sopra la sua testa».
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La solidarietà di artisti e intellettuali
Il regista britannico Ken Loach ha espresso la sua solidarietà agli ex occupanti di Spin Time in una lettera. «Mi è dispiaciuto moltissimo apprendere dell’incendio allo Spin Time, del successivo sgombero e delle terribili conseguenze che ha comportato», ha scritto, sottolineando quanto sia difficile «vivere per strada», soprattutto per i bambini. Loach ha ricordato anche l’incontro avuto con la comunità, definendola «creativa e animata da uno spirito generoso, fondata sui principi della condivisione e della compassione».
Loach non è però l’unico intellettuale e artista ad aver dimostrato sostegno a Spin Time: tra loro anche Fiorella Mannoia, Roberto Saviano, Paola Turci, Giorgio Parisi e associazioni come Amnesty International e Una nessuna centomila.

