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«Non so come andare avanti senza di te, dubito di poter giocare a lungo»: la lettera di Messi per la morte del padre Jorge

12 Agosto 2026 - 16:29 Matteo Revellino
Lionel Messi e il papà Jorge Messi
Lionel Messi e il papà Jorge Messi
«Volevo vincere la Coppa del Mondo per te», il saluto del campione argentino al padre, scomparso tre giorni fa all'età di 68 anni
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«Papà, ancora non riesco a credere che te ne sia andato. Non riesco a rendermene conto, o meglio, non voglio farlo. Per me è molto difficile immaginare che non ti vedrò più, che non parleremo più», inizia così la lettera che Lionel Messi ha pubblicato sui social per salutare il papà Jorge, scomparso l’8 agosto all’età di 68 anni. Il padre del talento argentino era malato da tempo, ma le sue condizioni sono sempre state riservate. Le lacrime di Messi dopo i tre gol alla prima giornata del Mondiale contro l’Algeria però avevano fatto pensare che lo stato di salute del papà fosse critico.

«Volevo vincerla per portarti il trofeo», scrive l’ex Barcellona riferendosi alla Coppa del Mondo. L’assenza di papà Jorge apre scenari netti per il proseguio della carriera da calciatore: «Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Ora ho parecchi dubbi sul fatto che continuerò a giocare ancora a lungo».

Il rapporto tra Lionel Messi e il papà Jorge

Leo Messi ha sempre avuto con suo padre un rapporto profondo. Fu Jorge a insistere affinché Messi fosse sottoposto a un trattamento ormonale, quando Leo era ancora un giocatore delle giovanili del Newell’s Old Boys, e a seguirne gli sviluppi in Spagna, una volta trasferitosi al Barcellona, a 13 anni. Jorge lasciò il suo lavoro stabile in Argentina (era un dipendente metalmeccanico) per accompagnare il figlio nel suo sogno con la maglia blaugrana. «Quando siamo arrivati a Barcellona, mi chiudevo in camera a piangere da solo, e mio padre faceva lo stesso senza che io lo vedessi, o pensando che io non lo vedessi. Facevamo entrambi finta che andasse tutto bene, ma stavamo male», raccontò Messi in un’intervista rilasciata all’età di 20 anni.

Con il tempo questo legame si è arricchito, anche quando Jorge è diventato il manager di Lionel. Nel corso degli anni è diventato anche il principale referente del figlio per gli aspetti economici e contrattuali della sua carriera, prima al Barcellona, poi al Psg e infine all’Inter Miami. «Mi piaceva molto il tempo con lui. Lo aspettavo per abbracciarlo e stare con lui, che doveva passare tanto tempo a lavorare. Io, oggi, ho la fortuna di godermi molto più tempo con i miei figli. Ma cerco di imitare i miei genitori nell’educazione dei miei figli», aveva raccontato Messi parlando della sua infanzia nel corso di un’intervista.

La lettera integrale di Messi per il padre

«Papà, ancora non riesco a credere che te ne sia andato. Non riesco a rendermene conto, o meglio, non voglio farlo. Per me è molto difficile immaginare che non ti vedrò più, che non parleremo più. So che stavi soffrendo e che è stato meglio così, ma te ne sei andato troppo presto. Avevamo ancora tante cose da vivere insieme. Mi avevi chiesto così tanto di giocare l’ultimo Mondiale, e proprio nei giorni immediatamente precedenti all’inizio le tue condizioni sono peggiorate.

Era la prima volta che non saresti stato presente a un torneo, ma la mamma mi diceva che saresti migliorato e che saresti stato abbastanza bene da poter viaggiare. Ti dicevo che saremmo arrivati in finale, così avresti potuto raggiungerci. Ogni volta che finiva una partita aspettavo il tuo messaggio e mi mancava riceverlo. È stato allora che ho capito che la situazione era davvero grave. Nonostante questo, non ho mai smesso di pensare di arrivare il più lontano possibile, per guadagnare tempo e permetterti di vedere almeno una partita. Siamo arrivati in finale e tu non hai potuto esserci.

Volevo vincerla per portarti il trofeo e mostrartene uno nuovo. Non ci sono riuscito, le mie gambe non ne avevano più. Questa volta ho provato ad andare contro il mio corpo, ma non ce l’ho fatta. Non sono mai riuscito a sentirmi bene. Quando sono tornato pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non siamo riusciti a parlare di tutto quello che era successo. Non hai potuto goderti nulla. Non siamo diventati campioni, ma non hai idea di quanto ci siamo goduti ogni singola partita. Ancora una volta avevi ragione: dovevo esserci e dovevo giocarlo. 

Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Ho fatto solo il calciatore e ora ho parecchi dubbi sul fatto che continuerò a farlo ancora a lungo. Sei stato al mio fianco fin dall’inizio; mancava così poco alla fine. Perché non sei riuscito a resistere ancora un po’, così avremmo potuto finire insieme? Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente. Riposa in pace e prenditi cura di noi da lassù, come hai fatto qui. Grazie di tutto. Ti voglio bene, papà».

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