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Autistici/Inventati, che cos’è il gruppo italiano antifascista dichiarato «terrorista» dagli Usa

27 Agosto 2026 - 09:41 Chiara Pancari
Trump Autistici Inventati
Trump Autistici Inventati
Il collettivo di attivismo digitale inserito nella lista Usa delle sigle del terrorismo globale. La replica: «Accuse false, Trump disperato»
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Gli Stati Uniti hanno inserito Autistici/Inventati (A/I) tra i gruppi che il governo americano considera organizzazioni terroristiche. L’annuncio è arrivato dal segretario di Stato Marco Rubio, nell’ambito di un provvedimento che colpisce tre realtà internazionali accusate da Washington di sostenere reti violente dell’estrema sinistra. Secondo il governo americano, Autistici/Inventati avrebbe fornito infrastrutture e strumenti digitali a cellule Antifa e ad altri gruppi radicali, permettendo loro di comunicare, organizzarsi e mantenere l’anonimato. Per il collettivo scattano le sanzioni americane e il blocco di eventuali beni presenti negli Stati Uniti.

Che cos’è Autistici/Inventati

Autistici/Inventati nasce nel 2001, dall’incontro tra persone e collettivi dell’area antagonista e anticapitalista interessati alla tecnologia e ai diritti digitali. Le sue origini sono legate anche a Indymedia Italia, la rete di informazione indipendente che durante il G8 di Genova raccontò le proteste e gli eventi di quei giorni attraverso una rete di giornalisti e attivisti. Da quell’esperienza prende forma un collettivo che decide di costruire strumenti per permettere ad altri gruppi di comunicare senza affidarsi alle piattaforme commerciali. A/I offre posta elettronica, spazio web, blog, mailing list e altri servizi online ad attivisti e collettivi. Il progetto si basa sul software libero, sulle licenze aperte e sull’autogestione: il collettivo non ha sponsor e sostiene le proprie attività attraverso contributi volontari. Non esiste un coordinatore né un portavoce e le decisioni vengono prese collettivamente.

Da Gazaweb alle accuse di Washington

Per Washington, A/I fornisce un supporto tecnologico a reti violente dell’estrema sinistra; il collettivo si presenta invece come un progetto di attivismo digitale nato per garantire strumenti di comunicazione liberi e indipendenti. Negli ultimi anni alcuni componenti del collettivo hanno collaborato anche con Acs Italia al progetto Gazaweb, che ha realizzato gli «Alberi della rete», sistemi utilizzati per riportare la connessione internet in alcune zone della Striscia di Gaza. È proprio la natura dell’infrastruttura di A/I a essere ora al centro delle accuse americane: secondo Washington, gli strumenti del collettivo sarebbero stati utilizzati anche da organizzazioni che gli Stati Uniti considerano terroristiche. La decisione degli Stati Uniti è una misura adottata dal governo americano e non una condanna pronunciata da un tribunale italiano. La decisione americana, comunque, non equivale a una condanna da parte di un tribunale italiano, ma produce effetti concreti nei rapporti con soggetti e beni sottoposti alla giurisdizione degli Stati Uniti.

Cos’ha risposto il collettivo alla misura Usa

«Oggi abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni, come si può leggere nelle dichiarazioni del Dipartimento del Tesoro, in quelle del Dipartimento di Stato e nel relativo Ordine Esecutivo emesso», scrive il collettivo sul sito in risposta alla decisione Usa. «Noi respingiamo al mittente tutte le accuse presentate in tali dichiarazioni e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente. Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra. L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità». 

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