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Dipendenza da social, Meta trova un accordo con i 29 Stati Usa: perché pagherà 16,7 miliardi per chiudere il maxi-processo

26 Agosto 2026 - 18:26 Olga Colombano
Il colosso non ha riconosciuto le proprie responsabilità, ma ha accettato di introdurre nuove regole per rendere più sicuro l'utilizzo dei social. Cosa prevede il patteggiamento
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Meta ha raggiunto un accordo con i 29 Stati statunitensi che l’avevano accusata di aver progettato i propri social in modo da favorire la dipendenza tra gli adolescenti. Secondo Bloomberg, la società di Mark Zuckerberg avrebbe accettato di pagare 16,7 miliardi di dollari e di introdurre nuove misure per limitare l’utilizzo delle piattaforme da parte dei minori.

Il processo

L’accordo è arrivato a seguito del processo iniziato lo scorso 18 agosto a Oakland, in California. I procuratori dei 29 Stati sostenevano che Meta avesse presentato Facebook e Instagram come piattaforme sicure per i più giovani, pur essendo consapevole dei rischi legati ad alcune delle loro funzioni. Secondo l’accusa, il problema riguardava soprattutto il modo in cui le piattaforme erano state progettate. Nel mirino erano finite, in particolare, funzioni come lo scroll infinito e l’autoplay, che spingerebbero gli utenti a continuare a guardare contenuti senza interruzioni. L’obiettivo dei procuratori non era quindi soltanto ottenere un risarcimento, ma costringere Meta a modificare le proprie piattaforme, introducendo restrizioni specifiche per gli adolescenti. Sul piano economico, la richiesta di risarcimento avrebbe potuto arrivare fino a 200 miliardi di dollari.

Cosa prevede l’accordo

Per questo, i 16,7 miliardi di dollari previsti dall’accordo sono solo una parte del patteggiamento. Meta, infatti, ha accettato di introdurre nuove regole per rendere più sicuro l’utilizzo dei social da parte degli adolescenti. Tra le misure previste ci sono limiti giornalieri e blocchi durante la notte, oltre a sistemi più efficaci per verificare l’età degli utenti e impedire ai minori di accedere a contenuti inappropriati. L’accordo prevede inoltre nuovi strumenti per permettere ai genitori di controllare più facilmente l’attività dei propri figli sulle piattaforme. Meta non ha comunque riconosciuto le proprie responsabilità rispetto alle accuse. «Garantire agli adolescenti un’esperienza sicura e produttiva sulle nostre piattaforme è un imperativo assoluto per Meta», ha dichiarato la società, spiegando di aver collaborato con i procuratori dei diversi Stati per definire «un nuovo standard di settore» e auspicando che anche le altre piattaforme social possano adottare misure simili.

Perché Meta ha scelto di patteggiare

La decisione è arrivata dopo appena due settimane dall’inizio del processo, che avrebbe potuto durare dalle quattro alle sei settimane. Meta aveva respinto le accuse durante il procedimento e aveva definito «esorbitante» la somma che gli Stati chiedevano come risarcimento. Nonostante la linea difensiva, la società ha scelto di chiudere il caso con un accordo. Una scelta che potrebbe essere legata anche alla crescente pressione giudiziaria che Meta sta affrontando sul tema della sicurezza dei minori. Negli Stati Uniti sono numerose le cause contro l’azienda avviate da famiglie, distretti scolastici e procuratori generali, spesso con accuse simili legate agli effetti dei social sugli adolescenti. Anche l’Unione europea aveva accusato Meta, all’inizio di luglio, di aver progettato Facebook e Instagram in modo da favorire la dipendenza tra i più giovani.

Meta risale in borsa dopo il crollo

L’accordo ha avuto un effetto immediato anche sulle azioni della società. All’inizio del processo il titolo Meta aveva perso il 3,53% a Wall Street, mentre dopo la notizia del patteggiamento è tornato a salire, guadagnando il 4,1%.

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