Trump: «Ho parlato con Putin, non attaccherà un territorio Nato». Ma la Russia alza il tiro su Londra: «Ora è un obiettivo legittimo»

Non era affatto un presagio di pace la visita a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe. Al contrario, se mai, il segno che la situazione di guerra tra Russia e Ucraina/Nato è sull’orlo di un ulteriore abisso. È quanto emerge dai segnali crescenti in arrivo da Mosca, tanto quelli pubblici quanto quelli «diagonali» che emergono su alcune testate internazionali. Secondo il Wall Street Journal lo scopo principale della visita di Ratcliffe di martedì a Mosca era quella di mettere in guardia la Russia dalla tentazione di attaccare i Paesi della Nato, eventualità che alcuni servizi di intelligence occidentale avvertono possibile perfino entro pochi mesi.
Secondo il New York Times, invece, il capo della Cia avrebbe condiviso privatamente con il Cremlino le sue «cupe» valutazioni sulla situazione della Russia nella guerra in Ucraina, esortando Mosca a raggiungere un accordo prima che la loro situazione militare ed economica peggiori. Il Cremlino ha confermato la visita del direttore della Cia, ma precisato che Ratcliffe ha visto solo i suoi pari grado moscoviti, e non Vladimir Putin. Il presidente Usa Donald Trump, per la cronaca, ha tentato di sdrammatizzare il peso della missione, dichiarando che si è trattato di una «visita di semi-routine».
Missili balistici o armi nucleari tattiche: le opzioni di Putin
Difficile crederlo, specialmente alla luce di quanto riporta nelle stesse ore Bloomberg. Diverse persone “vicine al Cremlino” hanno spiegato alla testata che Vladimir Putin si preparerebbe a una nuova escalation contro l’Ucraina, forse con armi inedite, in risposta agli attacchi sempre più spavaldi di Kiev sul territorio. Il Cremlino penserebbe «per il momento» ad intensificare gli attacchi con potenti missili balistici sulla capitale Kiev e su infrastrutture chiave in altre città del Paese. Ma non è da escludersi che Putin rompa gli indugi e ordini di aprire pure l’arsenale nucleare. La spirale degli attacchi ucraini, la sensazione a Mosca che dietro questi ci sia sempre più chiaramente la Nato, e che i negoziati siano finiti in un vicolo cieco, starebbe rafforzando la posizione di chi consiglia a Putin di usare armi nucleari tattiche per cambiare gli equilibri della guerra. «Il volume della conversazione a Mosca tra i falchi che premono per questa soluzione è cresciuto», spiega Bloomberg, e «una risposta estrema viene vista come possibile perché il solo esito peggiore della prosecuzione della guerra per Putin sarebbe perderla».
La rabbia di Putin e la tentazione nucleare
Sarebbe la rottura di un tabù storico per la comunità internazionale da quando gli Usa sganciarono nel 1945 due bombe atomiche sul Giappone, chiudendo in una spirale di morte e devastazione la Seconda guerra mondiale. Per ora l’eventualità resta nel campo delle ipotesi: non è la prima volta dal 2022, d’altronde, che Mosca la brandisce come una minaccia per spaventare ucraini ed europei. Ma è certo che l’umore di Putin dopo mesi di attacchi ucraini sul suo territorio è nero: lui stesso lo ha messo in chiaro lo scorso weekend quando ha detto che in quel modo Kiev «ha aperto un vaso di Pandora» di cui dovrà pagare presto le conseguenze. Il Cremlino mescola come al solito segnali e messaggi. Oggi il portavoce Dmitry Peskov ha detto che le voci su una presunta intenzione della Russia di attaccare la Nato «non hanno niente a che vedere con la realtà» e sono solo «spauracchi». Poco dopo però la “collega” Maria Zakharova ha confermato che, considerati i recenti attacchi ucraini in Russia con armamenti forniti da Londra, Mosca si riserva di attaccare qualsiasi struttura militare britannica, «all’interno o all’esterno dell’Ucraina».
Le armi Uk all’Ucraina e le minacce della Russia
«Invitiamo tutti i cittadini del Regno Unito a riflettere sulle inevitabili e catastrofiche conseguenze dei passi ostili delle loro autorità – ha affermato Zakharova -. Al governo britannico proponiamo di analizzare attentamente la situazione e di rinunciare immediatamente e con decisione all’atteggiamento ostile e aggressivo, che può solo prolungare l’agonia del regime neonazista di Kiev e creare rischi di un’escalation del conflitto a un livello completamente nuovo. Abbiamo ripetutamente avvertito che la risposta agli attacchi ucraini con l’uso di armi britanniche sul territorio della Russia potrebbe essere rappresentata da qualsiasi obiettivo militare e attrezzatura britannica in Ucraina e al di fuori di essa», ha aggiunto la portavoce. L’Ucraina ha già impiegato missili da crociera britannici Storm Shadow e, negli ultimi mesi, droni di fabbricazione britannici per attacchi in profondità nel territorio russo, tra cui il Nyan, prodotto dal colosso degli armamenti Bae Systems, oltre a un secondo modello il cui nome non è stato reso noto per motivi di sicurezza.
Trump prova a calmare gli alleati: «Putin non attaccherà un territorio Nato»
Nel corso della giornata, ci pensa Donald Trump ad allontanare l’eventualità che Putin voglia attaccare un Paese dell’Alleanza Atlantica. «Ho avuto delle buone chiacchierate con lui. Non attaccherà un territorio della Nato», ha detto sbrigativamente il presidente americano rispondendo alla domanda di un giornalista nello Studio Ovale. Incalzato dai cronisti, Trump ha smentito di fatto la ricostruzione del Wall Street Journal sulla visita del capo della Cia e ha aggiunto: «Non sono preoccupato affatto. Non c’è alcun problema». Una rassicurazione simile, in realtà, arriva anche da Bruxelles, seppur per vie meno ufficiali. «Posso affermare con estrema chiarezza che noi, così come i servizi europei in generale, non ravvisiamo alcun rischio immediato di un attacco da parte della Russia nei confronti dei Paesi europei e dei membri della Nato», afferma in giornata un alto funzionario europeo. «Quello a cui abbiamo assistito – precisa il funzionario – sono stati attacchi ibridi e, in alcuni casi, non proprio ibridi, che continuano a verificarsi e che, secondo le nostre previsioni, continueranno a verificarsi».

