Vannacci: «Un accordo con Meloni è possibile, ma Futuro Nazionale non farà la ruota di scorta»

«Dovevamo essere irrilevanti, condannati allo zero virgola; ora cresciamo e possiamo cambiare gli equilibri». Roberto Vannacci rivendica la crescita di Futuro Nazionale in un’intervista al Dubbio. Secondo le ultime rilevazioni demoscopiche, il generale sarebbe infatti alla guida della seconda formazione di destra, alle spalle di Fratelli d’Italia. Dopo aver superato la Lega, secondo Swg per La7 e YouTrend, FnV ha scavalcato anche Forza Italia. Un risultato che potrebbe avere conseguenze anche in vista delle prossime elezioni politiche. Vannacci ne è consapevole. E non esclude un «accordo politico» con Meloni, a cui riconosce «carisma e capacità politica», ma pone condizioni precise. «Un filo politico con la premier può esserci perché la nostra collocazione è naturalmente a destra, ma Futuro Nazionale non farà la ruota di scorta», precisa.
«Voglio un accordo scritto, pubblico e verificabile»
L’eventuale intesa, sostiene, dovrebbe basarsi su «un accordo scritto, pubblico e verificabile su remigrazione, sicurezza, fisco, energia e interesse nazionale», compreso «lo stop ad armi e denaro all’Ucraina senza una strategia». La conclusione è netta: «Nessuna cambiale in bianco». Quanto alla prospettiva di un esecutivo targato Futuro Nazionale, Vannacci replica: «Gli italiani avrebbero da temere soltanto la fine di un’Italia serva».
La presenza al Forum di Cernobbio e la linea su Nato, Ue e programma economico
Il generale interviene anche sulla sua partecipazione a Cernobbio, che ha scatenato le ire di Calenda. Vannacci rivendica l’invito e respinge l’idea che il programma economico di Futuro Nazionale sia più moderato rispetto alle posizioni sui temi sociali e della sicurezza. «Mi hanno invitato perché Futuro Nazionale è ormai una realtà politica che nessuno può ignorare e perché a Cernobbio, a differenza di Calenda, sanno che le idee si affrontano, non si boicottano», afferma. «Il nostro programma economico non è moderato: è serio e realista». E sui rapporti con Unione europea, Nato ed euro, il leader di FnV assicura che non sono previste fughe in avanti: «Non facciamo né religione né propaganda. Nessuna uscita improvvisata, ma ogni vincolo e alleanza deve servire l’Italia. Integrazione non significa sottomissione e sovranità non significa isolamento», conclude.
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Foto copertina: ANSA/LUCA ZENNARO | Roberto Vannacci in occasione del comizio a Genova, 11 luglio 2026

