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Schlein chiude la Festa dell’Unità: «Pronti al voto il prima possibile, il Pd perno della coalizione. Meloni cambia la legge elettorale? Ha paura di perdere»

13 Settembre 2026 - 20:38 Cecilia Dardana
elly schlein festa dell'unità
elly schlein festa dell'unità
A Reggio Emilia la segretaria dem rivendica la centralità del partito nella coalizione progressista e chiede di accelerare sul programma comune. L'attacco alla premier: «In quattro anni non hanno fatto nulla, basta con il vittimismo. Ora hanno paura di perdere»
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Dal palco di Reggio Emilia, dove si è chiusa la Festa nazionale dell’Unità, Elly Schlein lancia la volata al centrodestra rivendicando la centralità del Partito Democratico nel campo largo e dichiarando la piena prontezza ad affrontare le urne. Nel suo comizio conclusivo, la segretaria dem ha ribadito con forza la linea d’attacco, sottolineando come «il Pd è il primo partito della coalizione ed è perno di questa coalizione». Un ruolo che il Nazareno intende spendere per la costruzione dell’intesa progressista: «Il Pd è perno imprescindibile per l’alternativa. Vogliamo metterlo generosamente a disposizione di un progetto più ampio e unitario», ha scandito Schlein di fronte alla platea dei militanti. Un passaggio che apre direttamente la sfida alla maggioranza e alla presidente del Consiglio, sollecitando il ritorno al voto: «Noi siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento ci porterà al voto. È Meloni che deve dirci quando ci porterà al voto, e visto che il governo è stato inutilmente lungo, prima è meglio è per il paese».

L’alleanza progressista e l’affondo sui quattro anni di centrodestra

Rivendicando il lavoro svolto per tenere unita l’opposizione, la leader del Pd ha ricordato il percorso compiuto dopo le ultime politiche, presentando l’intesa come un modello già solido nei territori. «Abbiamo perseguito due obiettivi fondamentali: l’unità del Partito Democratico, che è la premessa per l’unità dell’Alleanza progressista, che batterà finalmente queste destre. Meritate un’alternativa dopo il fallimento di Meloni. A voi dovevamo questa unità. Siamo testardamente unitari perché ce lo chiedete voi», ha dichiarato Schlein.

Poi ha difeso la tenuta delle amministrazioni locali di centrosinistra: «Oggi dopo tre anni e mezzo non solo c’è un’alleanza progressista che si è presentata insieme in tutte le regioni ma che governa e governa bene», «perché non ha fatto scrivere un solo giorno una notizia di una giunta che è saltata per qualche litigio o qualche divisione». Da qui, il duro affondo agli anni di governo Meloni: «Avevano i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare nulla che migliorasse in concreto la vita degli italiani. Un’occasione storica sprecata. Ma questo è anche un record che squarcia la loro propaganda, perché basta con il vittimismo, basta con i capri espiatori. Siete lì da quattro anni, vantate la solidità e la longevità, ma se avete fallito la colpa è vostra. Non può essere sempre di qualcun altro».

L’attacco sui decreti del governo

Un altro passaggio chiave dell’intervento ha riguardato il tema della sicurezza, declinata sia sul piano ambientale e climatico sia su quello sociale e dell’ordine pubblico, su cui la segretaria dem ha promesso una netta inversione di rotta: «Toccherà a noi costruire un’Italia più sicura da ogni punto di vista», ha assicurato Schlein, accusando l’esecutivo di scaricare le responsabilità sugli enti locali. «Voglio ricordarlo anche da qui a questo governo che la sicurezza e l’ordine pubblico sono una responsabilità del governo nazionale, la smettano di scaricarla sui nostri sindaci a cui tagliano quei pochi fondi che c’erano per la prevenzione, che è l’unica cosa che possono fare».

La leader del Pd ha quindi bocciato i provvedimenti normativi varati dalla maggioranza: «Se i reati sono aumentati evidentemente qualcosa non ha funzionato. Hanno fatto cinque decreti sicurezza, uno peggio dell’altro, mettendo misure che sono peggiori persino del codice Rocco approvato nel 1930». Di qui l’appello a un cambio di paradigma: «Per noi la sicurezza è un bene comune, un diritto dei cittadini. Ce ne dobbiamo fare carico con una risposta progressista. Non servono i metal detector all’ingresso delle scuole se non si mettono gli psicologi, senza prevenzione, senza fare comunità».

L’accelerazione sul programma e la stangata alle società energetiche

Chiusa la fase di ricucitura interna alla coalizione, per Schlein è giunto il momento di definire i contenuti dell’alternativa di governo. «Ora è tempo di accelerare sul programma comune. È tempo di accelerare. Non partiamo da zero. Non basterà una somma di proposte concrete, servono i valori, al paese dobbiamo offrire una visione del presente e del futuro», ha esortato la segretaria. Schelin sui confini del campo largo ha aggiunto che l’alleanza «si può e si deve allargare, ma non restringere. Credo che per la nostra alleanza progressista non ci sia miglior programma che attuare la nostra Costituzione antifascista».

Respingendo poi le ipotesi di riforma elettorale avviate dalla maggioranza, Schlein ha accusato la destra di correre ai ripari per timore del voto: «Penso sia vergognoso che l’unica priorità di Giorgia Meloni sia cambiare la legge elettorale perché hanno paura di perdere. Siamo noi la novità, hanno paura che finalmente uniti vinceremo le prossime elezioni». Infine, tra le priorità economiche e la gestione del caro vita, la segretaria ha indicato una misura concreta per reperire risorse: «Trovate il coraggio di tassare le grandi società energetiche, perché è giusto chiedere un contributo straordinario a chi si è arricchito anche in mezzo a questa crisi».

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