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Scuola, scontro sui fondi per i condizionatori. Valditara si difende: «3mila euro a 6mila scuole». Ma bastano per coprire solo 1 istituto su 10

16 Settembre 2026 - 18:07 Ygnazia Cigna
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Il ministro dell'Istruzione e del Merito risponde alle polemiche sui 20 milioni stanziati contro le alte temperature. Le nuove cifre smentiscono i calcoli dei giorni scorsi, ma i dati confermano che gran parte delle scuole resterà comunque senza risorse
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I fondi stanziati dal governo per intervenire sul caldo nelle aule con dispositivi per il raffrescamento, i famosi 20 milioni di euro, arriveranno a poco più di una scuola su dieci in Italia. Nei giorni scorsi aveva fatto discutere, tra sindacati, sindaci e rappresentanti del mondo della scuola, la cifra che quei fondi avrebbero messo a disposizione per ogni aula, circa 57 euro, considerata troppo bassa per garantire un intervento realmente efficace. Ora, dopo le polemiche, il ministro Giuseppe Valditara ha risposto in Aula. Durante il Question time alla Camera dei deputati, il ministro dell’Istruzione e del Merito ha replicato a un’interrogazione di Antonio Caso, deputato del Movimento 5 Stelle, che contestava proprio l’efficacia dello stanziamento e definiva i 57 euro per classe una cifra insufficiente, fino a parlare di un’operazione di propaganda. Valditara ha dovuto, quindi, fornire i dati sulla distribuzione delle risorse e ha sostenuto che il calcolo dei 57 euro per classe non restituisce correttamente l’entità dell’intervento.

Come verranno ripartiti i fondi contro il caldo a scuola

Il fulcro della polemica è stato proprio nei 57 euro per classe. La cifra nasceva dal calcolo dei 20 milioni di euro distribuiti sull’intero patrimonio scolastico del nostro Paese, composto da 45.669 scuole statali. Se si divide lo stanziamento per il numero complessivo dei plessi, si arriva a circa 438 euro per sede. Considerando, invece, le circa 350mila classi, il contributo medio scende a circa 57 euro per aula. Un calcolo che nei giorni scorsi era stato utilizzato per sottolineare quanto fosse limitato lo stanziamento rispetto alle esigenze delle scuole e che ora il ministro Valditara contesta, spiegando che le risorse non saranno distribuite a tutte le scuole ma soltanto a poco più di 6 mila istituti.

I calcoli sui fondi: coperta (solo) una scuola su dieci

«Proprio ieri, dopo solo 10 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, abbiamo provveduto a chiudere il riparto dei 20 milioni di euro. Questi 20 milioni andranno a poco più di 6 mila scuole con un importo per scuola di circa 3.200 euro, dunque, non come qualcuno ha detto oggi, tra cui il Sindaco Lepore di Bologna, 57 euro per scuola. Non vorrei che un condizionatore a Bologna costasse 3.200 euro… E ricordo che un condizionatore mobile ha costi molto accessibili», ha dichiarato il ministro Valditara in Aula. Il punto, però, è che anche i 3.200 euro circa per scuola riguarderanno soltanto una parte esigua degli istituti. Le poco più di 6 mila scuole ammesse al finanziamento rappresentano, infatti, circa il 13% delle 45.669 scuole. Ovvero poco più che una scuola su dieci.

Valditara: «In arrivo anche altri interventi»

Il finanziamento di 20 milioni di euro per il raffrescamento, riferisce Valditara, non sarebbe però l’unico intervento previsto. Il ministro ha annunciato la possibilità di nuovi investimenti, anche in vista della prossima legge di bilancio, per intervenire sull’efficienza energetica delle scuole. «Questo contributo straordinario disposto dal Ministero non esclude, ovviamente, la realizzazione di ulteriori interventi strutturali. Il Governo sta lavorando, anche in vista della prossima legge di bilancio, alla possibilità di rafforzare gli investimenti già attuati per migliorare l’efficienza energetica anche degli edifici scolastici», ha affermato.

La strada resta lunga

Nel suo intervento, però, il ministro ha richiamato anche la responsabilità degli enti locali, che sono proprietari degli edifici scolastici. «Siamo consapevoli della necessità di affrontare una nuova fase nell’adeguamento degli edifici scolastici, che deve necessariamente comprendere anche l’adattamento a tutte le condizioni climatiche. Va detto con chiarezza, però, che questo obiettivo compete innanzitutto agli enti locali proprietari degli immobili e che il Ministero può solo dare un contributo a tali enti per la realizzazione di questi interventi di adeguamento», ha dichiarato il ministro. Nel frattempo, la strada per avere scuole davvero attrezzate per affrontare temperature sempre più elevate resta lunga. Il dato che fotografa la situazione attuale non lascia scampo. In Italia solo il 7,42% degli edifici scolastici è provvisto di un impianto di condizionamento e ventilazione.

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