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Garlasco, parla Andrea Sempio: «Non vivo più. Spero di non dover affrontare un vero e proprio processo. La condanna a Stasi? Giusta»

06 Ottobre 2026 - 19:37 Ettore Ambrosi
andrea sempio
L'intervista dell'indagato a "Porta a Porta": «Vedo difficile l'idea di ricostruirsi una vita, il carcere è un'eventualità. L'impronta 33? Non è attribuibile a nessuno»
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«Oggi non sto vivendo perché la mia vita oggi è o chiuso in camera o dall’avvocato o in trasferta quando magari andiamo a vedere e andiamo a incontrarci coi consulenti». Andrea Sempio torna a parlare del delitto di Garlasco in tv. Dopo l’intervista rilasciata a Quarto Grado su Retequattro, è ora la volta di Porta a Porta, in onda questa sera, martedì 6 ottobre, su Raiuno, dove racconta le sue paure e le difficoltà legate a una vicenda giudiziaria che, come spiega, ha finito per condizionare completamente la sua vita.

Sempio ammette di essere consapevole della possibilità che la vicenda possa avere conseguenze molto pesanti. «Spero di risolvere tutto in udienza preliminare e di non dover affrontare un vero e proprio processo, con tutti i vari gradi di giudizio. Per quanto uno si possa sentire sicuro – spiega – poi deve riuscire a spiegare le cose in aula, e non è così automatico». E sul rischio di finire in carcere aggiunge: «Il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità».

«La condanna a Stasi? Giusta»

Non c’è stato alcun errore giudiziario nei confronti di Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, secondo Sempio. «Per me la condanna è giusta – ha detto a Porta a Porta – Ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente. Alcune cose che vengono sollevate non mi convincono. Mi sembra che siano più logiche e spiegate come sono state spiegate ai tempi», ha aggiunto.

L’impronta 33 sul muro della casa di Garlasco

Nel corso dell’intervista, Sempio risponde anche alla domanda sull’impronta 33 sul muro della casa di Garlasco in cui è stata uccisa Chiara, uno degli elementi al centro delle indagini. «Per me non è attribuibile né a me né a nessun altro», afferma. «Qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa, e quindi diventa “la 33 è di Sempio”, va bene – aggiunge l’indagato nella nuova inchiesta – ma è su un muro in un punto in cui ci sono impronte di altre persone. Oggi, da quello che ho visto dall’ultima consulenza» dei pm «non si arriva a dire che è insanguinata. Si arriva a dire che non si può escludere che non ci fosse il sangue. «A me – precisa ancora Sempio – non serve sapere però cosa non si può escludere, serve una certezza».

La scarpa numero 42 e il dna sotto le unghie di Chiara Poggi

Quanto invece all’impronta insanguinata di scarpa, considerata un 42 (numero di Stasi), Sempio respinge l’ipotesi che possa essere riconducibile a lui: «Io ho sempre indossato il 44. Il 42 proprio non mi sta». E poi ancora: «Noi la prova l’abbiamo fatta anche con le scarpe del 42 e non mi stava». E per quanto riguarda il dna sotto le unghie di Chiara ha sottolineato che «la conclusione della perizia Albani è stata che con quella traccia non possiamo farci nulla. Non è una traccia solida, non è replicata, è mista, è degradata. Ogni volta che l’analizzavano, sono venuti fuori risultati differenti. A me pare che il discorso Dna ormai sia risolto».

I video intimi

Sempio ha poi detto di avere parlato due volte con Chiara e «se ci fosse stato qualcosa di particolare in quelle chiamate ad esempio un disturbo, probabilmente l’avrebbe riferito o al fidanzato o al fratello o alla famiglia dicendo “guardate che ha chiamato tizio”», ha proseguito. Invece, «non c’è nessuno che possa dire che io gli abbia mai parlato di Chiara o che Chiara abbia mai parlato di me quindi anche questa idea che ci potesse essere un interesse – ha sottolineato – non c’è da nessuna parte». E i video intimi della ragazza, «non li ho mai visti, ho scoperto della loro esistenza attraverso i media».

Foto copertina: ANSA/MATTEO CORNER | Andrea Sempio esce dalla caserma dei Carabinieri Montebello di via Vincenzo Monti accompagnato dai suoi avvocati, Milano 13 Marzo 2025

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