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L’Ice spara a New York e ferisce una persona, nell’auto il figlio di 5 anni. Mamdani furioso chiama Trump: «Li vogliamo fuori»

09 Ottobre 2026 - 16:05 Anna Clarissa Mendi
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Colpito un dominicano, non è in pericolo di vita. Il sindaco: «Marci fino al midollo, via gli agenti dalla città». Il Dhs: «Operazione mirata contro un irregolare. Le parole del sindaco di New York sono pericolose»
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Colpi di pistola contro un’auto con un bambino di cinque anni a bordo. A sparare, giovedì pomeriggio, alle 16 locali (le 22 in Italia) a Marble Hill, nel Bronx, è stato un agente dell’Ice. Il papà, Oscar Belgal, 28 anni, è stato colpito al collo ed è in ospedale. Secondo la polizia di New York non è in pericolo di vita. I video girati sul posto, riferisce la Cbs News, mostrano un dispiegamento massiccio di agenti. 

La furia di Mamdani 

Il sindaco Zohran Mamdani è andato all’attacco, già a poche ore dagli spari. «L’Ice rende questa città meno sicura. Li vogliamo fuori. Subito», ha scritto su X. Poi, nella conferenza stampa notturna vicino al luogo di una turbolenta protesta, ha alzato ancora il tiro. L’agenzia è «marcia fino al midollo» e «deve essere abolita». Sugli spari, nessuno sconto. «Non c’è alcuna spiegazione per il fatto che gli agenti federali abbiano sparato così tanti colpi contro un’auto in cui si trovava un bambino di 5 anni».

La telefonata a Trump

Mamdani – scrive il New York Post – ha raccontato di essere rimasto due ore al telefono con il presidente Donald Trump e il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin per ottenere il rilascio del ferito. Secondo il sindaco, Belgal è stato trasferito dal NewYork-Presbyterian Allen Hospital su veicoli senza contrassegni dell’Ice. Anche la governatrice Kathy Hochul è intervenuta su X, dicendosi in attesa «che le autorità federali forniscano un resoconto completo e trasparente delle circostanze che circondano questo incidente».

Ma sul fronte federale non c’è stata alcuna apertura. Il Dipartimento per la Sicurezza interna (Dhs) ha ribadito che l’Ice stava cercando di arrestare Belgal, cittadino della Repubblica Dominicana che, a loro dire, avrebbe legami con la banda dei Trinitarios, quando sono partiti i colpi. «Le città santuario e le loro politiche mettono a rischio il pubblico», ha attaccato Mullin. «Le parole di Mamdani sono pericolose e incitano all’ostilità. L’Ice – conclude – applica la legge che vige nel nostro Stato».

Foto copertina: ANSA/OLGA FEDOROVA | Un manifestante nel centro di detenzione per immigrati Delaney Hall, il 3 agosto 2026

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