Asmae Dachan risponde alle accuse di Giorgia Meloni: «La dittatura è il male. Sono fiera di essere italiana»

Asmae Dachan ha risposto alla segretaria di Fatelli d’Italia: «Non vi è nulla di più distante da me, del terrorismo, della violenza, dell’integralismo»

Nonostante la rimozione del tweet, le accuse rivolte da Giorgia Meloni alla giornalista italo siriana Asmae Dachan hanno fatto il giro web creando indignazione nel mondo dell’informazione e non solo.

La vicenda

La leader di Fratelli d’Italia aveva criticato la decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di voler consegnare alla giornalista, nota per i suoi reportage dalla Siria, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.

«Tale gesto sarebbe un clamoroso atto di sottomissione all’Islam radicale», aveva scritto nel suo post Meloni, accusando la giornalista di essere vicina all’Islam estremista e ai Fratelli Musulmani tramite una presunta affiliazione del padre.

La risposta di Asmae Dachan

In occasione della celebrazione della Festa della Repubblica è arrivata la risposta di Dachan, affidata a un lungo post su Facebook. «Non vi è nulla di più distante da me, dalla mia educazione e dai miei convincimenti del terrorismo, della violenza, dell’integralismo», ha scritto.

«Non mi riconosco in nessuna delle accuse che l’on. Meloni mi ha rivolto. Non comprendo come certe affermazioni possano essere formulate senza un briciolo di verifica, di attenzione, di rispetto verso la storia e la vita delle persone», continua Dachan.

«I miei articoli, i miei libri, la mia vita ne sono una testimonianza. Considero le dittature, tutte, comprese quelle religiose e salafite, un male da combattere», scrive la giornalista rispondendo alle accuse dell’onorevole Meloni sulla sua presunta vicinanza all’Islam radicale.

In un passaggio del suo post, la giornalista ha ribadito di essere e sentirsi italiana «nelle mie fibre più intime e so quale tributo di distruzione, di morte e dolore è costato all’Italia liberarsi dalla dittatura fascista e guadagnare la democrazia».

«Riceverò l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica fiera di essere italiana, fiera di essere cittadina di un Paese democratico, fiera della Repubblica, unica garanzia contro ogni forma di dispotismo, di sopruso, di umiliazione ma anche unica garanzia per il progresso, l’uguaglianza, la parità di genere», ribadisce Dachan.

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