Chi è Luca Lotti, dall’amicizia con Matteo Renzi alle cene con Palamara

Eletto deputato nel 2018 nel collegio di Empoli, la sua città, Luca Lotti, classe 1982, è rimasto in Parlamento dopo aver scalato assieme a Matteo Renzi il Partito democratico, fino ad arrivare ai vertici di palazzo Chigi ai tempi dell’ormai famoso “Giglio magico”, il gruppo ristretto di persone di fiducia che attorniavano l’ex premier dem quando era in carica, assieme a Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi. Lotti ha deciso di autosospendersi dal Pd, dopo la diffusione delle intercettazioni che hanno rivelato la sua partecipazione alla riunione con Luca Palamara e altri cinque membri togati del Csm nelle quali discutevano su come influenzare le nomine di alcune procure, tra le quali quella di Roma, Firenze, Reggio Calabria e Torino.


La carriera

L’amicizia con Renzi inizia nel 2005, quando rinuncia a un posto in banca per entrare nello staff dell’allora presidente della provincia di Firenze. Da quel momento la strade dei due non si separeranno più, passando per il Comune di Firenze, dove Lotti sarà capo di gabinetto del sindaco Renzi e responsabile della segreteria. Nel 2012 è il coordinatore della prima campagna di Renzi per le primarie del Pd, quelle vinte da Pierluigi Bersani. L’anno dopo entra per la prima volta a Montecitorio da deputato, il rapporto con Renzi è sempre più solido, al punto che è Lotti a guidare la corrente “renziana” dei parlamentari Pd. La scalata nel Pd del gruppo renziano riesce nel 2013, Lotti può mettere in pratica le sue doti di regista diventando responsabile nazionale dell’organizzazione e coordinatore della segreteria, stavolta guidata dall’amico Renzi.


Pochi mesi dopo, nel 2014, sale a palazzo Chigi proprio Renzi che porta con sé Lotti per affidargli l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega all’editoria. Lotti diventa anche segretario del Comitato interministeriale per la programmazione economica, il Cipe, da cui passano i principali progetti infrastrutturali del Paese. Anche quando la parabola politica di Renzi sembra ormai calata, Lotti resta al governo, stavolta con Paolo Gentiloni, dove ricopre l’incarico di ministro dello sport.

L’inchiesta

Nel dicembre 2016, Lotti risulta indagato nell’inchiesta sugli appalti Consip. Le ipotesi di reato del suo fascicolo, aperto dalla procura di Napoli, sono favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio. A ottobre del 2018, il Gip ne ha chiesto il rinvio a giudizio.

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