Scontro su Sea Watch, il presidente tedesco: «L’Italia non può punire chi salva vite». Salvini: «Si occupi della Germania»

Germania e Francia bacchettano il governo italiano sul modo in cui è stata gestita la vicenda della Ong

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha criticato l’arresto della comandante della Sea Watch Carola Rackete: «Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali».

«Tuttavia – ha chiarito Steinmeier alla Zdf – l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Ue, è uno Stato fondatore dell’Ue. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali».

La replica di Matteo Salvini e Giorgia Meloni

A stretto giro, al presidente tedesco ha risposto il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Al presidente Steinmeier chiediamo cortesemente di occuparsi di ciò che accade in Germania e, possibilmente – continua il vicepremier leghista – di invitare i suoi concittadini a evitare di infrangere le leggi italiane, rischiando di uccidere uomini delle forze dell’ordine italiane. A processare e mettere in galera i delinquenti ci pensiamo noi».

Dura con Steinmeier anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che ha parlato di «gravissima ingerenza del Presidente della Repubblica federale tedesca». Per Meloni «questa gente crede che l’Italia sia una loro colonia e che i tedeschi abbiano la libertà di violare impunemente le nostri leggi».

Critiche anche dalla Francia

La Francia, invece, si è detta «rammaricata che si sia arrivati a questa situazione perché il governo italiano ha fatto purtroppo la scelta di una strategia per rendere isterico» il dibattito su «argomenti chiaramente molto dolorosi». A parlare alla tv LCI è la portavoce del governo Macron, Sibeth Ndiaye secondo cui «Salvini strumentalizza politicamente degli episodi dolorosi, mentre noi sui migranti rispondiamo con le cifre».

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