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Caos rifiuti a Roma, irruzione in sede Ama: aggrediti i dipendenti

Intanto Ama ha indicato un termine per la soluzione: «Entro Natale»

Tre persone, di cui una con il volto coperto, hanno fatto irruzione nella sede Ama di Roma a Trastevere e hanno aggredito alcuni operatori. A darne notizia la presidente di Ama Luisa Melara: «Chiediamo a tutti il massimo rispetto per chi lavora ogni giorno in prima linea profondendo il massimo dell’impegno per limitare i disagi di questi giorni».

Per quanto riguarda i rifiuti sulle strade della Capitale: bisognerà attendere ancora un po’ per trovare una soluzione. «Ci siamo dati tempo entro Natale per uscire dall’emergenza», ha detto il consigliere di amministrazione di Ama, Massimo Ranieri, durante una seduta della commissione capitolina trasparenza.

«Abbiamo trovato una situazione di emergenza del servizio, organizzativa e finanziaria, perché la società ha problemi di risorse che devono essere risolti», ha detto, invece, l’amministratore delegato della municipalizzata ai rifiuti Paolo Longoni.

Perché i rifiuti non vengono ritirati

«Non ci sono le necessarie capienze negli impianti di trattamento o sono inferiori alle necessità quotidiane», ha spiegato l’ad. I motivi sono due: alcuni impianti abitualmente utilizzati da Ama hanno «manutenzioni ordinarie in corso e hanno ridotto la capacità di accettazione da tempo preannunciata»; il secondo motivo è che la maggior parte del rifiuto, soprattutto nelle situazioni di emergenza, «diventa indifferenziato».

Le denunce della Raggi

«Gli impianti regionali di smaltimento dei rifiuti devono essere obbligati a ricevere la spazzatura di Roma fino al massimo della loro capienza. Questo può farlo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con una apposita ordinanza». È la richiesta avanzata dalla sindaca Virginia Raggi in una lettera al presidente della Regione Lazio e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La Raggi lamenta il fatto che gli impianti non abbiano rispettato gli accordi temendo, di fatto, «una crisi stabilita a tavolino». Tempestiva la risposta degli impianti del Lazio che hanno già dato disponibilità a ricevere ulteriori quantitativi di rifiuti dall’Ama, lavorando anche di domenica.

La posizione della Regione Lazio

Nicola Zingaretti, infatti, aveva specificato che «gli accordi con altre società li deve fare Ama, soprattutto se fuori dal Lazio. Allo stato attuale a noi non è stato comunicato che sia stato sottoscritto alcun accordo con altri. Abbiamo scritto a tutte le società del Lazio per verificare la possibilità di aumentare la quantità di materiale già trasferito».

Giuseppe Sala dalla parte della Raggi

E a sorpresa il sindaco di Milano Giuseppe Sala si è schierato dalla parte della Raggi: «A volte a Roma il legame tra politica e manager delle partecipate scricchiola un po’, non dai tempi attuali ma anche prima. Non possiamo prendercela oggi con la Raggi, il tema è che serve un ribaltamento totale delle logiche. Rimane il fatto che in genere ci vogliono dieci, dodici anni di lavoro, non c’è altra possibilità».

La reazione del Pd

Infine, duro il commento del gruppo capitolino del Pd: «Il nuovo management dell’Ama ha tristemente confermato le gravi inadempienze perpetrate sul fronte della gestione dei rifiuti negli ultimi tre anni. Un piano aziendale vecchio e irrealizzabile, incardinato su una serie di dati completamente slegati dalla realtà. Bilanci che fanno acqua da tutte le parti, una programmazione impiantistica inesistente, disponibilità di mezzi ridotta del 50% e personale sempre più anziano».

«È inutile che la maggioranza continui ancora irresponsabilmente a fare scaricabarile e insista, ancor più colpevolmente, a diffondere questo incubo del complotto, del sabotaggio degli impianti, delle forze del male che si accaniscono contro la città. La Giunta Raggi si assuma le sue responsabilità come ogni amministrazione deve fare».

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