Cosa ci raccontano gli audio di BuzzFeed su Lega e Russia

I legami tra Lega e Russia, gli incontri a Mosca e due libri che parlano di finanziamenti. Ecco cosa sappiamo

Ci lavorava da mesi, la sua inchiesta non è stata affatto facile. Il giornalista Alberto Nardelli riporta su BuzzFeed i risultati del suo lavoro ottenuti da un audio registrato durante un incontro tra il Presidente dell’Associazione Lombardia-Russia, il leghista Gianluca Savoini, e degli uomini russi non identificati con i quali avrebbe discusso di possibili fondi a favore della campagna elettorale della Lega alle elezioni europee del 2019. Tra accuse e smentite, ecco cosa possiamo e cosa dobbiamo sapere.

I legami certi tra Lega e Russia

Un’importante premessa. I legami tra la Lega di Salvini e il partito di Putin «Russia Unita» esistono e non sono un segreto. Lo stesso Matteo Salvini, che da anni si dichiara contrario ai provvedimenti contro la Russia per il caso della Crimea, pubblica nel 2017 sulla sua pagina Facebook un post dove annuncia l’incontro con il responsabile esteri del partito di Putin, Sergey Zheleznyak, per uno «storico accordo» tra le due forze politiche.

Il post dello «storico accordo» tra Lega e Russia Unita.

Nel libro «Da Pontida a Mosca. Gli accordi tra Putin e la Lega Nord», scritto da Fabio Sapettini e Andrea Tabacchini, viene riportato un testo ritenuto quello originale dell’accordo – considerato nello stesso «non legalmente vincolante» – dove i due partiti esprimono la volontà di «facilitare l’espansione e l’approfondimento della cooperazione multilaterale e la collaborazione tra la Federazione Russa e la Repubblica Italiana».

Gli incontri negli Hotel di Mosca

Matteo Salvini, già ministro dell’Interno e vice Presidente del Consiglio, si trovava a Mosca il 17 ottobre 2018 per l’Assemblea generale di Confindustria Russia, come testimonia la diretta Facebook dalla sua pagina ufficiale:

La diretta streaming dalla pagina FB di Matteo Salvini

L’evento di Confindustria Russia si era tenuto presso il Lotte Hotel di Mosca con la presenza del Vice Ministro degli Esteri russo Grushko A.V., l’Ambasciatore d’Italia in Russia Pasquale Terracciano, il Presidente di Confindustria Russia Ernesto Ferlenghi e alcuni tra i deputati della Duma e i senatori del Consiglio della Federazione Russa. Ad ascoltare i presenti c’erano i top manager delle maggiori aziende italiane operanti nel territorio russo, per un totale di 800 persone.

L’incontro di Confindustria Russia riportato dal sito ufficiale.

L’audio ottenuto da BuzzFeed sarebbe stato registrato il 18 ottobre 2018 presso un altro luogo, l’Hotel Metropol di Mosca.

Gli Hotel dei due incontri, uno il 17 e l’altro il 18 ottobre 2018.

Savoini non riconosce la sua voce ma non smentisce la presenza

Secondo BuzzFeed all’incontro presso il secondo Hotel, il Metropol di Mosca, erano presenti Gianluca Savoini, altri due italiani – uno di nome Francesco – e tre non identificati uomini russi. In un’intervista rilasciata a Repubblica il 10 luglio 2019, il Presidente dell’Associazione Lombardia-Russia definisce tutta questa storia come «Mistificazione, inganno, falsità, mascalzonata». Alla domanda «C’è un audio però, non è lei che parla?» risponde «E che ne so, chi se lo ricorda?».

Gianluca Savoini, foto Facebook.

Leggendo l’intervista, Savoini sostiene di non ricordare quelle parole pronunciate nell’audio e valuta la possibilità di manomissioni e di un’alterazione delle voci presenti nell’audio, tanto che sostiene di non riconoscere la sua. Non smentisce la sua presenza nell’Hotel Metropol e di incontri avvenuti al suo interno il 18 ottobre 2018: «Io ero lì che bevevo un caffè insieme ad altra gente, c’erano dieci-quindici persone, non so neanche bene di cosa parlassero». Non si ricorda i nomi dei presenti, ma afferma di averli visti la sera prima durante la conferenza pubblica.

L’incontro al Metropol riportato in due libri

«Il business del petrolio» è uno dei capitoli del libro «I demoni di Salvini. I postnazisti e la Lega» di Claudio Gatti, che cita quello di Giovanni Tizian e Stefano Vergine – «Il libro nero della Lega» – per via di un incontro avvenuto proprio all’Hotel Metropol. Lì Savoini avrebbe discusso di una compravendita di tre milioni di tonnellate di gasolio con interlocutori russi di cui non si conosce l’identità. L’obiettivo, secondo gli autori del libro, era quello di far ottenere dei fondi per finanziare le attività elettorali della Lega.

Il tweet del 2 aprile 2018 di Salvini contro le sanzioni alla Russia.

Gatti, nel suo libro, riporta una smentita di Savoini: «Non esiste questa roba legata alla Lega… non c’è niente. E io non ho ricevuto un rublo», dice. Insistendo, Gatti ottiene questa risposta: «La sera prima c’era stato un convegno di Confindustria-Russia aperto al pubblico… pieno di persone… di uomini d’affari e stranieri. Io conoscevo alcuni di loro – dormivano al Metropol, dove ero anche io – e ci siamo visti la mattina dopo perché avevano interesse ad avere contatti con ambienti russi. Ma da qui a parlare di robe che hanno a che fare con la Lega…». Di fronte al tema della trattativa petrolifera, Savoini sostiene di non saperne, che non parla di certe cose e che gli imprenditori parlavano tra di loro.

Il tweet del 30 ottobre 2018 con la foto di Savoini insieme al senatore russo Andrey Klimov. Secondo il tweet il senatore ha sottolineato come grazie a Salvini e l’associazione Lombardia-Russia l’Italia sia un partner primario per Mosca.

Nel libro di Gatti compare un altro protagonista, un sostenitore della Lega e dell’associazione di Savoini chiamato Bruno Giancotti. Residente in Russia da trentadue anni, sostiene che Savoini fosse il punto di riferimento di Matteo Salvini per i suoi viaggi in Russia e che lo scenario dei finanziamenti russi alla Lega sia «una grande fesseria». Di attività finanziarie sì, ma tra imprenditori russi e italiani, in cui lo stesso Giancotti parla di commissioni dal 5 per cento in su mentre per l’Associazione Lombardia-Russia il ritorno era di tipo reputazionale.

Uno degli incontri del senatore russo e responsabile Esteri del partito Russia Unita, Andrey Klimov, con l’Associazione Lombardia-Russia a Milano insieme al Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Lombardia, Gianmarco Senna.

Insieme a Giancotti e Savoini c’è anche Claudio D’Amico della Lega. Il primo aveva aiutato gli altri due a costituire un’azienda a Mosca, chiamata Orion, avente la stessa sede legale della ItalAgro, la società dove lavora proprio Giancotti. Nel libro, Gatti riporta alcune domande e risposte durante un suo colloquio con Savoini in merito alla società, di cui non si capirebbe quali siano le fonti di reddito.

La presenza di Savoini al Foro di dialogo Italia-Russia presso il Ministero degli Esteri a Roma. Presenti Giuseppe Conte e Vladimir Putin.

Nel libro, Gatti riporta quanto gli sarebbe stato detto da Giancotti in merito a un caso di compravendita di prodotti petroliferi. Secondo l’imprenditore italiano a Mosca l’amico Savoini avrebbe «ottenuto una richiesta da un importatore di petrolio con sede a Montecarlo, il quale voleva comprare petrolio in Russia». L’acquirente era italiano, ma non si ricorda il nome.

Le posizioni Pro-Russia erano già note dal 2014 quando Salvini si presentò al Parlamento europeo con una maglietta riportante lo slogan «No sanzioni alla Russia».

L’incontro tra l’imprenditore italiano e Savoini sarebbe avvenuto prima a Milano, ma quest’ultimo smentisce. Tuttavia, Gatti sostiene che Giancotti riporti altri dettagli che però non confermano in alcun modo l’avvenuta trattativa e che, secondo lo stesso italiano residente in Russia, a beneficiarne non sarebbe stata la Lega perché «non avrebbe bisogno di finanziamenti russi».

Il leader della Lega Matteo Salvini manifesta per il No al referendum del 4 dicembre sulla piazza Rossa a Mosca,18 novembre 2016. ANSA/Giuseppe Agliastro

Bruno Giancotti era noto ai media nel 2016 quando Matteo Salvini venne fermato dalle forze dell’ordine russe nella Piazza Rossa per aver esposto un cartello sul referendum costituzionale. Era lui l’imprenditore che seguiva Salvini durante quel viaggio a Mosca.

Savoini tra Lega e Russia

Nell’audio di BuzzFeed il leghista Savoini fa una lunga introduzione geopolitica sull’Europa e i partiti vicini alla Russia, tra questi l’estrema destra tedesca Afd – Alternativa per la Germania di cui è stato ospite il 28 giugno 2019 a Berlino:

Il tweet di Savoini dove dichiara di essere intervenuto presso il gruppo parlamentare di Afd a Berlino.

Il 29 giugno 2019 la pagina Facebook dell’Associazione Lombardia-Russia pubblica il video con la seguente descrizione:

Il presidente di LombardiaRussia, Gianluca Savoini ha partecipato alla conferenza sulla geopolitica al gruppo parlamentare di AfD, in cui si è parlato della necessità per gli europei di rinforzare le buone relazioni con la Russia che non è più URSS da quasi 30 anni. “Avere buone relazioni con la Russia non significa essere prorussi o antiamericani – ha detto Savoini – ma essere favorevoli a difendere innanzitutto gli interessi italiani, e il rientro dei rappresentanti russi nel Consiglio d’Europa, votato lunedì scorso, dimostra che chi cerca pretesti per una nuova Guerra Fredda fuori dal tempo è sempre più minoranza, per fortuna, e vince il buon senso e la voglia di pace e cooperazione internazionale “.

Nel video Savoini viene collegato alla Lega di Matteo Salvini, non come Presidente della sua associazione.

Le domande di BuzzFeed e le querele

L’autore dell’articolo di BuzzFeed, Alberto Nardelli, pone alcune domande a Matteo Salvini:

  1. Quale è il suo rapporto con Savoini? Perché un uomo che non ha un incarico ufficiale durante i suoi viaggi istituzionali a Mosca partecipa agli incontri con i ministri russi ed è presente durante le cene del Governo con Putin?
  2. Cosa sa dell’incontro avvenuto il 18 ottobre 2018 al Metropol? Era a conoscenza del negoziato e dell’affare proposto per finanziare il suo partito e la campagna elettorale? Sa chi sono gli italiani alla riunione?
  3. Che ha fatto la sera del 17 ottobre a Mosca dopo la conferenza al Lotte Hotel? Perché i funzionari russi incontrati quella sera vengono nominati il giorno dopo durante l’incontro al Metropol?
Il tweet e il video del 5 luglio 2019 di Savoini insieme a Putin, sullo sfondo Salvini.

Matteo Salvini, nella giornata di ieri mercoledì 10 luglio 2019, ha dichiarato di aver «già querelato in passato» e che lo farà «anche oggi». Dunque ha presentato denuncia anche contro l’Espresso?

Savoini – cerchiato – durante la cena del Governo italiano con Putin.

Il direttore de l’Espresso Marco Damilano, in un’intervista a Repubblica, ha dichiarato che la Lega aveva denunciato la rivista per dei servizi ritenuti diffamatori, ma non gli risultano querele per quello che parla del denaro dai russi citato poi da BuzzFeed.

Marco Damilano, Direttore de l’Espresso.

I conti della Lega e i soldi non trovati

Il tesoriere della Lega, Giulio Centemero, sostiene che sia sufficiente controllare i bilanci del partito per capire che si tratta di una «Fake News». BuzzFeed, pubblicando l’audio e le trascrizioni che contrastano le difese di Savoini sui contenuti dei due libri precedentemente citati, riporta una trattativa di cui non si conoscono i risultati effettivi delle presunte donazioni.

Il tweet del tesoriere della Lega.

Eni, che secondo il progetto citato nell’audio doveva acquistare dai russi al fine di far arrivare i presunti finanziamenti alla Lega, ha dichiarato di non avere nulla a che fare con il presunto affare. Questo ci fa comprendere che la trattativa con l’azienda italiana non sarebbe andata in porto, ma ricordiamo che Eni non sarebbe stata coinvolta direttamente nell’eventuale affare leghista.

ll procuratore di Milano, Francesco Greco, ha avviato degli accertamenti sul caso Lega-Russia.

Nella giornata di oggi, giovedì 11 luglio 2019, il procuratore di Milano Francesco Greco ha avviato degli accertamenti per capire se ci sono stati o meno dei reati in merito a presunti fondi russi ricevuti dalla Lega. Sempre notizia di oggi, 11 luglio 2019, i pm di Milano che indagano sui presunti fondi russi alla Lega erano riusciti ad acquisire la registrazione audio prima della pubblicazione su BuzzFeed. Saovini, a seguito degli articoli pubblicati da l’Espresso, risulta indagato dallo scorso febbraio 2019: si ipotizza il reato di «corruzione internazionale».

Come potrebbe avvenire un finanziamento?

Nel suo libro, Gatti riporta un dialogo tra lui e Giancotti disegnando uno scenario dove se un’azienda italiana riuscisse a ottenere un ottimo affare con i russi avrebbe potuto dare un contributo all’associazione di Savoini o alla Lega: «Se un’azienda prende un contratto milionario e guadagna… certo un po’ di riconoscenza è bene che ce l’abbia…. Ma è tutto ufficiale. Non al nero».

Un estratto del libro «I demoni di Salvini» su come potrebbero avvenire i finanziamenti.

Per legge esisteva un limite massimo per le donazioni ai partiti dall’estero, equivalente a 100.000 euro. Secondo Giancotti «se un’azienda italiana, nei limiti di legge, dice: “Lega, mi piaci, vedo che ser… ti voglio dare 100.000 euro”, lo può fare». In questo caso non si potrebbe sostenere di ricevere dei finanziamenti direttamente i soldi dai russi, ma tramite degli «intermediari».

Leggi anche: