Mafia e pompe funebri: i funerali di Simone saranno affidati alle forze dell’ordine

La decisione è arrivata dopo le polemiche per il funerale di Alessio, cugino di Simone, travolto con lui da un suv la sera del 10 luglio. La cerimonia sarebbe stata organizzata da una ditta in cui lavora un uomo sotto processo per associazione mafiosa

Per evitare che i funerali di Simone D’Antonio, il bambino di 11 anni morto a Vittoria, in provincia di Ragusa, dopo essere stato travolto da un suv insieme al cugino Alessio, fossero affidati a un’agenzia di pompe funebri sospetta, o ritenuta vicina ai clan di mafia, Comune e Prefettura hanno preso una decisione estrema: la ditta – scrive l’Agi – sarà scelta dalle forze dell’ordine.

La scelta è stata dettata dalle polemiche che hanno accompagnato il funerale di Alessio: la cerimonia sarebbe stata affidata a una ditta in cui lavora un uomo imputato nello stesso processo in cui sarebbe coinvolto Angelo Ventura, il figlio di un boss della “Stidda” (altra organizzazione mafiosa siciliana).

Si tratta dell’operazione “Survivors” coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Catania: un’inchiesta su una presunta associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, alla intestazione fittizia di beni nel territorio di Vittoria. Secondo l’Agi, Angelo Ventura e l’uomo che lavora nella ditta erano stati entrambi arrestati e poi scarcerati (assieme ad altri indagati).

La sera del 10 luglio, Ventura era a bordo del suv guidato da Rosario Greco, figlio di un imprenditore accusato di tentato omicidio e ritenuto colluso con la criminalità organizzata (accusa da cui in passato è stato assolto). Greco, che si sarebbe messo al volante sotto effetto di alcol e cocaina, è accusato di omicidio stradale; Ventura è accusato di omissione di soccorso.

L’agenzia nominata dalle forze dell’ordine preleverà il corpo del piccolo Simone all’obitorio dell’ospedale di Messina e lo porterà a Vittoria dove poi si terranno i funerali. A far emergere il legame tra Angelo Ventura e la ditta di pompe funebri che ha curato i funerali di Alessio è stato il giornalista anti-mafia Paolo Borrometi, che ha raccontato di essere stato attaccato e minacciato dopo la denuncia.

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