Inchiesta Lega-Russia, indagato anche Vannucci. Meranda non risponde ai Pm

L’interrogatorio nel pomeriggio. Per quanto riguarda il quarto uomo che avrebbe partecipato all’incontro al Metropol, l’avvocato di Meranda commenta: «Non confermo e non smentisco»

Gianluca Meranda, il legale romano presente al Metropol di Mosca durante il presunto incontro tra tre (o forse quattro) italiani e tre russi, è stato interrogato oggi pomeriggio dai pm di Milano nell’ambito dell’indagine sui presunti fondi russi alla Lega.

Secondo quanto riferito dal suo legale, Meranda si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere e si è trattenuto per circa un’ora e mezza. Al contrario di quanto accaduto nel caso dell’interrogatorio di Gianluca Savoini, i pm non hanno ascoltato Meranda in un luogo segreto, ma nella caserma della Guardia di Finanza Milano in Via Fabio Filzi.

Meranda mentre entrava in stazione Centrale, a Milano, per tornare a Roma dopo essere uscito dalla caserma della Guardia di Finanza ha dichiarato che conferma quanto pubblicato nella lettera inviata a Repubblica. L’avvocato, indagato nell’inchiesta su presunti fondi russi alla Lega, ai giornalisti gli hanno chiesto precisazioni su un eventuale quarto uomo al tavolo della presunta trattativa al Metropol, Meranda ha risposto: «non ho collaborato in questo senso».

Era stato Meranda stesso a svelare al quotidiano La Repubblica di essere stato presente a Mosca, confermando l’incontro. Ieri è arrivata la notizia che anche il suo nome era finito nel registro degli indagati dalla procura di Milano che ha aperto un fascicolo dopo l’inchiesta dell‘Espresso, avvalorata dagli audio di BuzzFeed.

Indagato anche Francesco Vannucci, il terzo uomo del Metropol. La casa di Vannucci a Suvereto (Livorno) è stata perquisita dalla guardia di Finanza. Sempre la guardia di Finanza ha perquisito anche Meranda, consegnandoli anche l’informazione di garanzia.

Per quanto riguarda invece l’ipotesi di un quarto uomo italiano presente al Metropol, avanzata dal quotidiano La Repubblica, l’avvocato di Meranda ha commentato: «Non confermo e non smentisco. Ci sono indagini pendenti».

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