Terraformare Marte con le bombe atomiche? Bella idea, ma non può funzionare, ecco perché

Perché l’idea di Elon Musk di bombardare Marte per renderla abitabile potrebbe rivelarsi insensata

Tutto è cominciato quattro anni fa, quando Elon Musk intervistato da Stephen Colbert al Late show affermò di voler far detonare delle bombe nucleari nei poli di Marte per renderlo abitabile. 

Quando si parla di terraformazione varrebbe anche l’opzione delle bombe nucleari, allo scopo di generare un effetto serra per aumentare la temperatura, che su Marte oscilla tra -140 e 20°C.

In questi giorni il fondatore di Space X e Tesla Motors rilancia questa proposta su Twitter. Sta scherzando o fa sul serio? Al momento di concreto ci sono le sue t-shirt «Nuke Mars», lanciate assieme a un’idea che come vedremo potrebbe rivelarsi infondata. Ma anche se applicabile richiederebbe comunque un lungo arco di tempo e investimenti prima di dare i suoi frutti.

Siamo sicuri che funzioni?

Forse questa strategia potrebbe non funzionare comunque. Secondo uno studio pubblicato su Nature Astronomy nel 2018 non ci sarebbe infatti sufficiente CO2 per poter innescare un effetto serra sufficiente nel Pianeta rosso. I ricercatori escludevano quindi la possibilità di terraformare Marte con le tecnologie a disposizione.

Un altro problema sta all’estremo opposto: anche riuscendo a realizzare abbastanza detonazioni nucleari, si potrebbe scatenare lo stesso fenomeno che ha portato all’estinzione dei dinosauri, schermando eccessivamente la luce solare: insomma, potremmo avere un vero e proprio “inverno nucleare” su Marte.

Un altro problema non da poco sta nel fatto che il campo magnetico marziano è di fatto inesistente. Questo significa che l’atmosfera verrebbe spazzata via dal vento solare.

Quanto tempo ci vorrebbe?

Come accennavamo all’inizio un altro problema è il tempo che ci vorrebbe. Non riusciamo a metterci d’accordo per ridurre le emissioni di gas serra sulla Terra in tempi molto più contenuti, come potremmo mai portare avanti un piano del genere, per interi secoli, senza che qualcosa vada storto?

Ammettendo che il piano sia fattibile e che si trovino tutti i fondi necessari, per vedere i primi frutti della terraformazione di Marte dovremmo aspettare migliaia di anni. Non basta la lungimiranza e il genio visionario di pochi individui, occorre che questi attributi contagino numerosi governi del nostro Pianeta, a meno che Elon Musk non voglia fondare una religione basata su questa idea. 

Mille anni è il lasso di tempo più ottimistico, stando a quanto riporta Nicole Willett nel sito divulgativo della Mars society. Dopo dovrebbe passare comunque altro tempo. Dovranno essere piantati alberi per produrre l’ossigeno sufficiente e introdurre gli animali.

Sì, ma come porteremo fauna e flora in un pianeta dove comunque rimarrà il problema delle radiazioni e dei raggi cosmici? Senza ozono né campo magnetico, piante e animali non potrebbero comunque sopravvivere. Insomma, forse per un po’ di tempo dovremo accontentarci delle t-shirt.

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