Prodi spara a zero su Renzi: «Italia Viva? Bel nome per uno yogurt»

L’ex premier accusa Renzi di personalismo e mette in guardia sulla tenuta del suo nuovo partito

Dopo la crisi d’agosto, Romano Prodi, in un’intervista a La Repubblica, dice la sua sulla nuova stagione della politica italiana, tra cambi al vertice, scissioni e nuovi leader. Il primo affondo è su Renzi e sul suo nuovo partito, Italia Viva: «Sono contro ogni divisione. La pensavo così anche quando il gruppo di Pier Luigi Bersani ha lasciato, temporaneamente, i Democratici».

L’ex premier dice di non essere rimasto sorpreso dalla mossa di Renzi, ma qualche dubbio rimane: «Non si può operare per costruire un governo e immediatamente mettere un’ipoteca sullo stesso governo».

Prodi accusa Renzi di personalismo: «Pensiamo a Trump e Bolsonaro. Il primo esempio, in qualche modo, è stato Berlusconi. Oggi però i personalismi sono ancora più esasperati fino a rischiare il ridicolo».

Prodi non risparmia neanche una battuta sarcastica al nome scelto da Renzi per la sua nuova formazione: «Bellissimo nome. Un mio amico lo propose per uno yogurt forse per via dei fermenti vivi. Il problema è che lo yogurt ha una scadenza ravvicinata e questo per un partito può essere un problema».

Per Prodi dunque la scadenza dell’avventura fuori dal Pd di Matteo Renzi non è troppo lontana: «Attenzione che i partiti personali funzionano la prima volta. Ripeterli crea problemi. Questo vale per tutti, per Renzi e forse anche per Salvini».

E se il futuro di Renzi è incerto, non lo è, secondo l’ex premier, quello del Partito Democratico, ma serve un cambiamento immediato: «Deve ritrovare la sua anima di sinistra. Un’anima riformista. Serve una lotta spietata all’evasione fiscale. L’Italia ha oltre 100 miliardi di evasione, recuperandone anche solo la metà risolveremmo tutti i problemi del Paese perché avremmo i mezzi per riportare giustizia e offrire opportunità vere ai giovani».

Poi le parole, ancora dure, nei confronti di Renzi: «Rifugiarsi alla Leopolda non sostituisce il confronto di un congresso aperto a tutte le tesi». Sulle prossime elezioni regionali, che a gennaio toccheranno anche l’Emilia Romagna, Prodi non ha dubbi: «Se il governo comincia a governare, non perde l’Emilia e vince anche in Lombardia».

E sul tema dell’autonomia regionale Prodi propone delle riunioni congiunte con tutti i segretari regionali perché: «Si possono e si debbono valorizzare le azioni e le caratteristiche locali, ma ricordando sempre che l’Italia è una, e sottolineo una, Repubblica indivisibile».

Su questa estate turbolenta ormai al termine, Prodi scherza, ma guarda al futuro, soprattutto in Europa: «Siamo andati in vacanza avendo bruciato il passaporto, e forse anche la carta d’identità. Adesso abbiamo di nuovo in tasca il biglietto dell’EuroRail, per viaggiare in tutta Europa. Ci resta ora da costruire treni ad alta velocità e ferrovie migliori».

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