Quando virale fa rima con elettorale. Come le notizie diffuse massivamente su Facebook hanno influenzato le ultime elezioni

Un report che Open ha potuto visionare in anteprima rivela come ci sia stata una diffusione sistematica da parte di alcuni profili Facebook di notizie politiche prima delle elezioni del 2018 e quelle europee del 2019

Entrare sul proprio profilo Facebook, scorrere la home, mettere qualche like, leggere in modo distratto una notizia piuttosto che un’altra. Un’azione che facciamo diverse volte al giorno.

Ormai sappiamo che ciò che leggiamo su Facebook condiziona la nostra opinione. Grande lezione furono le elezioni americane del 2016. Sono passati tre anni da quando Mark Zuckerberg, dopo la vittoria di Donald Trump, dichiarò: «We are not a media company» e definì «una pazza idea» quella di credere che le fake news che circolano su Facebook possano condizionare le elezioni. 

Quando Mark ha avuto torto

Da allora Zuckerberg ha avuto modo di cambiare idea, tornare sui suoi passi e intraprendere una serie di azioni per studiare e combattere la disinformazione su Facebook.

Ma al di là della circolazione di notizie false in sé, se scoprissimo che c’è un’azione coordinata nella diffusione di notizie su determinati temi politici? Se ci accorgessimo che questa diffusione coordinata avviene in particolare prima di alcuni appuntamenti elettorali, che interessa maggiormente alcune forze politiche, che accade anche su pagine di intrattenimento?

Viene da sé immaginare che una tale attività potrebbe finire per condizionare l’opinione pubblica in vista del voto e, ripetiamo, al di là della veridicità dell’informazione in se: una presa di posizione, una singola frase ingigantita e postata centinaia di volte può diventare più rilevante o più netta di quel che è in realtà.

A svelare il meccanismo di questa diffusione di notizie sistematica e costante è la ricerca Understanding coordinated and inauthentic link sharing behavior on Facebook in the run-up of 2018 general election and 2019 european election in Italy, che Open ha potuto visionare in anteprima. Lo studio è realizzato dall’Università di Urbino con la collaborazione di Facebook che ha permesso l’accesso ai dati CrowdTangle. Come si può capire dal titolo, i ricercatori hanno osservato il comportamento del social prima delle elezioni politiche italiane del 2018 e quelle europee del 2019 e hanno appunto individuato il meccanismo di una condivisione coordinata da parte di alcune pagine Facebook.

E hanno notato che in molti casi ad essere pubblicati in modo massivo sono stati contenuti collegati a due argomenti in particolare: le migrazioni e Matteo Salvini.

Quali siti

È emerso che sia prima delle elezioni del 2018 che di quelle del 2019 c’è stato un potenziale coordinate link sharing. Alcune pagine su Facebook hanno diffuso determinati link in modo coordinato: una notizia veniva pubblicata su una pagina e, in un istante dopo, era già stata condivisa da altre pagine sul social. Così più volte, in modo coordinato. È interessante osservare la natura di questi siti: alcuni politici, ma molti di intrattenimento e non direttamente legati alla politica che finiscono per allargare il bacino di utenti, arrivando anche a profili più vulnerabili alle fake news e meno informati sul contesto politico generale.

Nelle elezioni del 2018, sono 28 le pagine e i gruppi di Facebook ad aver condiviso le notizie in modo coordinato. Queste possono essere suddivise in 10 gruppi (cioè reti di pagine che diffondono gli stessi link in modo sistematico): tre gruppi comprendono testate e siti di informazione, due gruppi pagine politiche ufficiali legate al Carroccio tra cui quella di Matteo Salvini e Lega – Salvini Premier. Ma ci sono anche reti di pagine composte da siti apparentemente estranei alla politica, alcuni dei quali potremmo definire di “intrattenimento” come Afoismi e Link, Link Cattivi, Che il degrado sia con voi, Affare Fatto

Uno dei gruppi in particolare è legato a pagine e gruppi di estrema destra. Una rete, quest’ultima, che aumenterà notevolmente il livello di connessioni durante le elezioni del 2019.

Per quanto riguarda le europee, infatti, la quantità di pagine che diffondono le informazioni in modo coordinato aumenta, così come aumentano i gruppi in cui questi account si possono raggruppare. Dai 10 del 2018 diventano 50. Anche qui, accanto a network che raggruppano pagine politiche, compaiono pagine non legate alla politica e di intrattenimento. Come Situazioni Virali, L’amore proibito, Esperimenti sociali, Silenzio a ore, Ammazzate Dalle Risate con Lu Mejo. Molti di questi account alternano notizie di gossip a quelle politiche. 

Vi ricordate la rete di pagine di estrema destra del 2018? Nel 2019 lievita e ingloba pagine che rimandano a tutt’altro che alla politica come Dislessia portami via, Screenshots divertenti.  

Notizie, quelle condivise in modo coordinato, che si traducono in un maggior impatto sull’opinione pubblica in quanto raggiungono un maggior numero di utenti rispetto a quelle diffuse in modo non coordinato.

Quali Url

Il dominio internet più diffuso da cui provengono le notizie condivise in modo sistematico? Il populista.it, apertamente legato all’estrema destra. Al secondo posto? Un sito noto per le fews tg-news24.com. Secondo lo studio, la maggior parte delle notizie diffuse in modo sistematico nel 2018 sono legate alla Lega, al secondo posto il M5S. 

Invece nel 2019 al primo posto tra le Url più condivise ci sono notizie riguardanti le coalizioni, la Lega segue al secondo posto. Alcuni dei domini più condivisi prima delle elezioni non esistono più come italiapatriamia.eu, lafinestrasulcortile.altervista.org, informazioneitalia.com. In alcuni casi le loro pagine social sono state oscurate perché diffondevano fake news.

La condivisione delle notizie avviene a cascata. Nel 2018 è emerso che le pagine che hanno condiviso le notizie per prime sono state “Matteo Salvini” e “Lega – Caprino Bergamasco”. Da loro, via via la stessa notizia è stata condivisa dagli altri. 

Quali temi

Infine, è interessante notare che ci sono alcuni temi che hanno dominato su altri nella diffusione di notizie in modo coordinato da parte delle pagine Facebook prima di entrambe le tornate elettorali. Due su tutti: Lega e immigrazione. Uno degli articoli più condivisi in modo sistematico si intitola: Di Maio voterà lo ius soli, M5S sempre più a sinistra, pubblicato da Il Populista. Le parole più presenti negli articoli condivisi nel 2018: immigrato, ius soli, clandestino, oltre ovviamente ai nomi dei singoli partiti politici. 

Nel 2019, i temi più condivisi sono legati a Matteo Salvini, all’immigrazione e agli investimenti pubblici nelle infrastrutture. I leader politici più menzionati negli articoli? Nel 2018, Salvini (62%), Matteo Renzi (17%), Silvio Berlusconi (11%), mentre Luigi Di Maio è solo al 6%. Anche nel 2019 Salvini è il più citato, Di Maio sale al 9%, Berlusconi e Renzi scendono al 4 e al 5%, mentre entra nell’elenco Nicola Zingaretti (2%). 

Dunque quello che sappiamo da questo studio è che prima delle elezioni del 2018 e del 2019, alcune pagine su Facebook hanno condiviso notizie in modo coordinato riuscendo in questa maniera a raggiungere un numero maggiore di utenti.

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