Salvini, intervista fiume per la rivista francese Le Point: «Il fascismo è un’idea morta»

Per Salvini la scelta di ritirare il contingente americano dal Nord della Siria «non rappresenta un errore di per sé»

Le sue «idee di fondo, la sua filosofia politica, la sua lotta culturale» e la sua strategia per tornare al potere. Matteo Salvini ha concesso un’intervista a Le Point, il principale settimanale francese.

Alla domanda se reclama un’eredità fascista, il leader della Lega ha affermato che il fascismo, «come il comunismo, è un’idea morta. Sono fenomeni da studiare, ma nessuno dei due tornerà. Detto questo, citare D’Annunzio o affermare che alcune zone di Roma, come l’EUR, sono eredità di questo periodo, non vuol dire essere fascisti».

Dopo che i giornalisti hanno ribattuto ricordando il discorso tenuto dal balcone di Forlì, lo stesso da cui aveva parlato Benito Mussolini, Salvini ha affermato di non essere al corrente di quali siano i balconi da cui ha parlato il Duce, e ha ribadito: «Siamo nel 2019, il fascismo e il comunismo sono morti da anni».

Oltre ai classici attacchi a Renzi («non mi preoccupa perché gli italiani hanno già avuto modo di sperimentare le sue promesse da marinaio»), le battute sull’infondatezza del Russiagate e le argomentazioni su come, in termini di politiche migratorie, sia necessario «aiutarli a casa loro», l’intervista va a toccare anche alcuni nodi delicati, come le autonomie.

«Nell’era della globalizzazione, l’Italia può competere con altri paesi solo se è unita e non divisa in pezzi», ha affermato l’ex vicepremier, «Finché alcune regioni italiane saranno le ultime in Europa in termini di lavoro e sviluppo, questo sarà un ostacolo per il resto del Paese». Il leader della Lega ha aggiunto all’ultimo che rimane un sostenitore delle autonomie: «Sono convinto che ciò che è locale sia fondamentale».

I rapporti con Macron

Favorevole a collegare Italia e Francia per ragioni di interesse commerciale (il leader della Lega si è dichiarato «economicamente liberale»), Salvini si dice però più vicino a Kaczyński ed Orban, ma anche Netanyahu o Shinzo Abe e Bolsonaro che a Macron. «Penso che Macron si sia sistemato molto bene al vecchio tavolo delle élite», ha affermato, e ha aggiunto: «Macron è il nuovo volto del vecchio sistema».

L’islam e le citazioni religiose

Interrogato sull’islamismo, questione cara ai francesi, l’ex vicepremier ha spiegato che in Italia il problema è più la presenza in sé di migranti che quelli «legati alla religione islamica». Poi ha aggiunto che «L’immigrazione più problematica, è vero, è spesso quella dei paesi del Nord Africa che mette insieme i problemi dell’immigrazione clandestina e quelli del radicalismo religioso» e che per i musulmani è più complicato integrarsi in Europa perché «l’applicazione letterale del Corano porta a rifiutare alcune libertà che noi invece difendiamo».

Salvini, che si dichiara credente pur non praticando molto, ha attaccato anche alcuni preti per la loro apertura «al dialogo con l’Islam e l’accoglienza incondizionata di tutta l’immigrazione».

Non poteva mancare una domanda sull’attuale invasione turca nella Siria del Nord. Nella risposta, Salvini si situa su una linea diversa dalla maggior parte del mondo nel giudicare la scelta di Trump. «La scelta di ritirare il contingente americano, peraltro molto esiguo, dal Nord della Siria non rappresenta un errore di per sé. Il problema è stata la reazione di Erdogan…».

La soluzione per fermare l’offensiva turca, dice Salvini, non può essere militare: «Io non credo che una guerra possa fermare un’altra guerra, tanto più oggi che il potenziale militare ha raggiunto così alte capacità di distruzione. Ma la Turchia va fermata e al più presto, anche perché c’è il rischio che l’Isis possa approfittare della confusione per riorganizzarsi. Se l’Unione Europea esiste davvero batta un colpo e convochi al più presto una conferenza di pace con tutti gli attori sul campo, prima che sia troppo tardi».

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