Coronavirus, aumentano le misure all’estero contro l’Italia. Giordania e Seychelles chiudono al nostro Paese

La Commissione Ue ha invece deciso di lasciare a casa fino a nuovo ordine lo staff che abbia visitato le zone del focolaio nel nord Italia

In Medio Oriente la Giordania ha deciso di vietare l’ingresso nel Paese ai viaggiatori provenienti dall’Italia. Il Regno hascemita aveva già proibito l’entrata ai viaggiatori arrivati da Cina, Corea del Sud e Iran. Identica misura nelle Seychelles dove «le autorità locali – si legge sul sito Viaggiare Sicuri gestito dalla Farnesina – hanno vietato a tutte le compagnie aeree con voli diretti alle Seychelles di imbarcare passeggeri che siano stati in Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni. Analogamente, i passeggeri che arrivano via mare non potranno sbarcare se sono stati Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni».

Nelle ore precedenti anche il Kuwait aveva annunciato di aver sospeso tutti i voli da e per l’Italia, la Corea del Sud e la Thailandia. Tutti gli stranieri che hanno visitato questi Paesi nelle ultime due settimane non potranno entrare in Kuwait. E non verranno emessi nuovi visti. Per i kuwaitiani di rientro sarà necessaria una quarantena. La compagnia di navi da crociera spagnola Pullmantur Cruises ha invece annunciato che vieterà l’imbarco a chiunque abbia viaggiato «da, per o attraverso» Lombardia e Veneto negli ultimi 15 giorni. La disposizione – come precisa El Mundo – riguarderà anche tutti coloro che hanno viaggiato nelle ultime due settimane in Iran, Corea del Sud, Cina, Hong Kong e Macao.

Le misure della Commissione Ue

Tra le tante misure prese nel mondo in reazione all’emergenza Coronavirus in Italia, c’è anche quella della Commissione Ue. L’Istituzione europea ha stabilito che lo staff della Commissione che ha visitato l’Italia negli ultimi 15 giorni ed è stato nella “zona rossa”, cioè nei focolai della Lombardia e del Veneto, deve lavorare da casa fino a nuovo ordine. Chi ci è solo passato, deve contattare i servizi medici della Commissione o lavorare da casa per due settimane. Chi ha missioni nella zona gialla, deve rinviarle.

In Europa

Il Regno Unito nel frattempo impone da oggi «l’auto-isolamento» per 14 giorni a scopo precauzionale a tutti coloro che arrivano arrivano dal nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini) e presentino sintomi «anche leggeri» di un potenziale contagio da coronavirus. E la quarantena obbligata anche senza sintomi di sorta, per lo stesso periodo di tempo, per tutti coloro che arrivino dai paesi della Lombardia e del Veneto isolati su decisione del governo italiano. Lo si legge nelle indicazioni aggiornate dei suggerimenti del Foreign Office. In Irlanda il ministro della Salute Simon Harris ha dichiarato che al netto dell’aumento dei casi in Italia la partita di rugby tra Italia e Irlanda per il Six Nations prevista per 7 marzo andrebbe cancellata per evitare il contagio.

Negli ultimi giorni, non sono mancati momenti di tensione alla frontiera con la Francia e con l’Austria. La SNCF, la società dei trasporti francesi, ha deciso che i controllori dei treni francesi sulla linea Parigi-Milano scenderanno dai convogli al confine a partire da oggi, vista la situazione del Coronavirus in Italia. Stando all’emittente RTL, che ha diffuso la notiza, i controllori scenderanno alla frontiera, a Modane, e daranno le consegne ai loro colleghi italiani, che proseguiranno sul percorso

«Per gli arrivi dall’Italia da mezzanotte riserviamo un gate dedicato con screening mirato e misure igieniche aumentate. Secondo le nostre informazioni, siamo il primo aeroporto al mondo ad adottare tali misure sugli arrivi dall’Italia»: è quanto si legge sul profilo Twitter ufficiale dell’aeroporto di Praga.

Intanto la compagnia nazionale bulgara, la Bulgarian Air, ha sospeso tutti i suoi voli da e per Milano fino al 27 marzo: lo ha annunciato la stessa società attribuendo la decisione all’aumento dei casi di coronavirus nel nostro Paese. Tutti i passeggeri dei voli cancellati possono chiedere il rimborso completo dei biglietti o cambiare la data del viaggio senza costi aggiuntivi, si legge in una nota della compagnia aerea. La Romania intanto aveva già deciso di imporre la quarantena per gli arrivi da Lombardia e Veneto.

L’Australia

L’Australia sta valutando se imporre il divieto di ingresso nel Paese, già in vigore per gli arrivi dalla Cina, anche ai viaggiatori provenienti da Italia, Corea del Sud e Giappone: lo riporta oggi il quotidiano The Australian. Il governo ha già esortato gli australiani che si recano in Corea del Sud e in Giappone ad «esercitare un alto grado di cautela dato il rischio accresciuto di trasmissione locale sostenuta del coronavirus», ma non ha ancora emesso avvisi di viaggio per l’Italia. L’ufficiale medico capo Brendan Murphy ha preannunciato una riunione dei più alti funzionari sanitari del Paese per decidere se rafforzare gli avvisi di viaggio, precisando che serviranno diversi giorni per decidere se imporre il divieto d’ingresso relativo a Italia, Corea del Sud e Giappone. «Dipenderà da un aggiornamento quotidiano dell’epidemiologia», ha aggiunto.

Il parere degli esperti

Leggi anche: