Forse Juventus-Inter non si giocherà a porte chiuse, con due diverse ipotesi

di OPEN

Scadrà domenica il provvedimento del ministro Spadafora che riguarda le partite nelle regioni colpite dai contagi. E al momento non ci sono chiarimenti da Lega calcio e prefettura torinese

È una corsa contro il tempo, ma si apre concretamente la possibilità che Juventus-Inter, l’attesissimo match di campionato in programma la sera di domenica 1 marzo all’Allianz Stadium di Torino, non si giochi a porte chiuse come era stato deciso per via delle misure di contenimento del Coronavirus. Era stato il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, a stabilire che le partite in calendario nelle regioni toccate dal contagio si svolgessero a porte chiuse, come è successo domenica scorsa per Torino-Parma, Verona-Cagliari, Atalanta-Sassuolo e Inter-Sampdoria, e come si ripeterà stasera per Inter-Lugodoretz di Europa League allo stadio di San Siro.


Perché allora le cose potrebbero cambiare? Intanto perché il provvedimento di Spadafora scade proprio domenica, e il ministro ha già evocato la possibilità che non venga prolungato: ciò segnala intanto che le esigenze di sicurezza sanitaria vanno a attenuarsi. Basterebbe a questo punto rinviare la partita a lunedì sera per poterla giocare col pubblico (e un sicuro tutto esaurito). Ma in realtà la partita si potrebbe disputare già nel giorno programmato, domenica, se sarà preso in considerazione un dato che al momento in cui si decisero le porte chiuse non era ipotizzabile: che dei tre casi di positività al coronavirus registrati in Piemonte, due si spno rivelati “falsi positivi”.

Ci si trova insomma di fronte a un dato singolo di contagio, non tale da giustificare la drastica misura concordata tra ministero e Lega Calcio. Ci sono due segnali che fanno ritenere che la strada sia aperta a un ripensamento: la prefettura di Torino non ha ancora diramato disposizioni per le ‘porte chiuse’; e dalla Lega di serie A non è ancora diffuso il comunicato sulle partite destinate a essere giocate con limitazioni.

Il parere degli esperti:

Leggi anche: