Coronavirus, dalla zona rossa al “contenimento rafforzato”: cosa cambia per chi va al lavoro in Lombardia

In questa fase i datori di lavoro devono favorire la fruizione di ferie e permessi, se richieste dai dipendenti, e agevolare il ricorso al lavoro agile

Da ieri chiunque deve spostarsi in Lombardia e nelle altre Province della nuova zona a «contenimento rafforzato» dovrà rispettare alcune regole precise per il contenimento dell’emergenza Coronavirus. Si potrà uscire di casa solo in presenza di uno stato di necessità, di esigenze mediche oppure per «esigenze di lavoro».

L’interpretazione di questa causale è stata chiarita ieri sera dalla Circolare del Ministero dell’Interno: non servono motivi speciali per poter andare al lavoro, è sufficiente che la persona sia effettivamente uscita di casa per andare in azienda.

Non servono neanche particolari formalità per dimostrare che si sta andando al lavoro, basta – secondo la Circolare – un’autocertificazione del dipendente. Per evitare discussioni con chi dovrà fare le verifiche, sarebbe tuttavia ancora meglio farsi preparare dal datore di lavoro una comunicazione scritta.

Il DPCM del Governo fornisce altre due indicazioni alle aziende: favorire la fruizione di ferie e permessi, se richieste dai dipendenti, e agevolare il ricorso allo smart working.

Queste misure dovranno essere prese tenendo conto, nella singole aziende, delle condizioni di rischio: chi non potrà garantire il rispetto della “distanza minima” di un metro, dovrà attrezzarsi per favore l’utilizzo di questi strumenti, per evitare di cadere in qualche forma di responsabilità qualora ci fosse una diffusione del virus in azienda.

Il parere degli esperti:

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