Coronavirus, i numeri in chiaro. Il fisico Sestili: «I dati non sono buoni. Oltre il 50% dei decessi avviene in Lombardia» – La videointervista

Il divulgatore scientifico ha analizzato per Open gli ultimi dati dell’epidemia. Se ieri si erano registrati 4.492 nuovi casi positivi, il 27 marzo il numero è sceso a 4.401

I dati diffusi dalla Protezione civile il 27 marzo dicono che in Italia, attualmente, sono stati riscontrati 86.498 casi di positività al Coronavirus: 10.950 guariti, 66.414 ancora infetti e 9.134 morti. Se nella giornata di ieri, 24 marzo, si erano registrati oltre 4.492 nuovi casi di positività, oggi il numero è leggermente sceso a 4.401. «I dati non sono buoni: c’è stato un balzo evidente del numero di decessi: oggi sono 919, ieri erano 712».

Giorgio Sestili, fisico e divulgatore scientifico, aggiunge: «Oltre al numero pesante di morti, però, va segnalato che gli altri indicatori giornalieri sono in miglioramento: diminuiscono i ricoveri, le terapie intensive e il dato relativo ai nuovi casi positivi». Sestili ha fondato la pagina Facebook Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche, dove condivide, appunto, dati e analisi scientifiche di scienziati e ricercatori sulla diffusione del Coronavirus.

«Di 919 persone morte nelle ultime 24 ore, 541 provengono dalla Lombardia – sottolinea Sestili –, quindi ben oltre il 50% dei decessi. Altre regioni che contribuiscono notevolmente a questo dato sono il Piemonte, con 120 morti, l’Emilia-Romagna, con 93, e la Liguria con 51. Focalizzandoci sulla Lombardia, c’è una considerazione da fare. Abbiamo fatto un calcolo rapportando il numero dei decessi con il numero di pazienti che finiscono in terapia intensiva. Il risultato è che, in Lombardia, muoiono 32 persone che hanno bisogno di terapia intensiva ogni 100: percentuale molto più alta delle restanti regioni italiane».

Analizzando i dati relativi alle regioni del Sud, «nelle ultime 24 ore il maggior incremento di crescita dei contagi l’ha avuto la Puglia, +13%, la Calabria, +12%, e la Campania,+11%. Queste – conclude – sono le regioni che viaggiano al di sopra della media nazionale relativa all’incremento giornaliero dei contagi, che viaggia intorno al +8%».

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