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Coronavirus, l’allarme ai questori: aziende ferme e stipendi ridotti, così la mafia può reclutare imprenditori e dipendenti

29 Marzo 2020 - 10:19 Riccardo Liberatore
Italian police officers and soldiers carry out checks during the coronavirus emergency lockdown in Turin, Italy, 23 March 2020. Police and soldiers are deployed across the country to ensure that citizens comply with the stay-at-home orders in a bid to slow down the wide spread of the pandemic COVID-19 disease. According to the Civil Protection agency, the total number of confirmed COVID-19 infections in Italy has risen to more than 53,000, while over 4,000 people have lost their lives to the disease and 6,072 have recovered. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Il timore della Polizia è che la mafia possa sfruttare il momento di crisi e di poca liquidità tra imprenditori per fare nuove reclute, anche nella politica e nel settore pubblico da dove "pioveranno" finanziamenti per far ripartire l'economia
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La pandemia di Coronavirus lascia a casa oltre 7 milioni di lavoratori italiani, blocca poco meno della metà delle attività produttive nel nostro paese, ma non ferma la mafia. Lo dice la cronaca sparsa di questi giorni, come l’arresto a Reggio Calabria di un 25enne e figlio del leader della famiglia di ‘Ndrangheta Molè per traffico di droga. Lo dicono anche, come racconta Repubblica, il capo della polizia Franco Gabrielli e il direttore dell’Anticrimine Francesco Messina in una nota inviata a tutti i questori d’Italia.

Finanziamenti illeciti

Il rischio illustrato nella circolare della polizia è che la criminalità organizzata possa sfruttare questo momento di difficoltà economica e di bassa liquidità tra gli imprenditori in crisi praticando l’usura, elargendo finanziamenti illeciti e insediandosi nelle loro attività. Massima allerta per i settori della filiera agro-alimentare, delle infrastrutture sanitarie (compresi gli approvvigionamenti di materiale medico), ma anche il comparto della ristorazione, il settore alberghiero e la distruzione al dettaglio della piccola e media impresa.

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Reclutamento di funzionari e politici

Ma l’allarme riguarda anche il settore pubblico, soprattutto in vista della grande quantità di finanziamenti pubblici che accompagnerà la stagione della ricostruzione post-COVID. Finanziamenti che inevitabilmente ingolosiranno la criminalità organizzata e che potrebbe portare al reclutamento di funzionari e politici infedeli. «L’attuale crisi potrebbe favorire sistematicamente il rapporto, con sistemi correttivi, tra mafie ed esponenti della pubblica amministrazione ed amministratori locali», si legge nella nota.

Le contromisure: raccogliere informazioni

Per far fronte alla nuova minaccia mafiosa, il Capo della polizia invita le questure ad attivarsi da subito nella «ricerca e l’acquisizione di un patrimonio informativo» mirato a rappresentare «l’attuale realtà economica » ma soprattutto «le sue eventuali imminenti criticità». L’obiettivo è raccogliere informazioni per creare una mappa delle «zone rosse» a rischio di infiltrazione mafiosa, dove la mafia può sfruttare il suo già sostanziale potere economico e finanziario.

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