Coronavirus, Boris Johnson in terapia intensiva: «Cosciente durante il ricovero»

Trump: «Oltre 1,6 milioni di test, nei prossimi giorni ci sarà il picco». Guterres: «Donne a rischio, siano garantiti sistemi di denuncia in alimentari e farmacie»

Il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, è stato ricoverato nell’unità di terapia intensiva del St Thomas’ Hospital di Londra, dopo essere stato ricoverato a seguito della persistenza della sintomatologia Coronavirus correlata. In una nota ufficiale del portavoce del primo ministro britannico, viene reso noto che «nel pomeriggio, le condizioni del Primo Ministro sono peggiorate e, su consiglio del suo team medico, è stato spostato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale». «Johnson ha fatto richiesta al ministro degli Esteri, Dominic Raab, che ricopre altresì la carica di Primo Segretario di Stato, di fare le sue veci». Il portavoce del premier britannico rende noto che «Johnson sta ricevendo cure eccellenti e ringrazia tutto lo staff del Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito per il proprio duro lavoro e per la propria dedizione».

Al momento del ricovero, Johnson era cosciente, secondo quanto riferisce Sky News che cita fonti del governo. Il trasferimento di reparto è stato necessario per essere «vicino a un ventilatore» per la respirazione assistita, in caso di necessità. Stando al parere di diversi specialisti, il ricorso al ventilatore sarà inevitabile considerando la decisione del trasferimento in terapia intensiva. Dal mondo politico britannico, come dai leader del mondo, continuano intanto a moltiplicarsi i messaggi di solidarietà verso il primo ministro Tory. Senza distinzione fra avversari e alleati e senza sfumature. Oltre al nuovo leader dell’opposizione laburista Keir Starmer, anche l’ex leader Jeremy Corbyn e il sindaco di Londra Sadiq Khan si sono affrettati a dichiarasi vicini a Johnson e alla sua famiglia. Lo stesso ha fatto fra gli altri la first minister indipendentista scozzese Nicola Sturgeon. Dal partito conservatore, si stringono attorno al premier in molti, dall’ex premier David Cameron, all’ex leader Iain Duncan Smith, compagno di battaglie pro Brexit di BoJo, il quale si dice “sotto shock” alla Bbc e invita a “pregare” per il suo “amico” e la sua famiglia.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti il Coronavirus ha provocato la morte di più di 10 mila persone. Il dato è stato diffuso dal governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, secondo il quale le vittime nel Paese sono salite a 10.252, di cui 4.758 a New York. Dalla tabella mostrata da Cuomo, i casi di contagio negli Usa sono ora 344.554. Alla luce dei dati sempre più gravi, il governatore Cuomo ha esteso le restrizioni fino al 29 aprile: «Non è il momento di allentarle», ha detto.

Nelle ultime 24 ore, il bollettino della Johns Hopkins University aveva registrato 1.200 nuove vittime per il Coronavirus. Stando a quanto riportato dal capo della Casa Bianca Donald Trump, le persone sottoposte al test finora sono 1,6 milioni e il picco dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. «L’esempio dell’Italia dove i casi stanno calando ci da’ speranza anche qui negli Stati Uniti», ha detto l’immunologa Deborah Birx, esperta della task force anticoronavirus della Casa Bianca.

Il Wall Street Journal accusa l’Oms: «Ha nascosto informazioni su pressione della Cina»

Il Wall Street Journal attacca duramente l’Organizzazione mondiale della Sanità e il suo direttore Tedros Ghebreyesus: secondo il quotidiano, l’agenzia Onu «ha fatto disinformazione sul Coronavirus subendo le pressioni della Cina e tardando a dichiarare l’emergenza sanitaria», si legge in un lungo articolo. Nell’editoriale si sostiene come il 14 gennaio, quando oramai era chiaro quello che stava accadendo in Cina, l’Oms continuava a sostenere che le indagini condotte dalle autorità di Pechino non avevano trovato prove evidenti della possibilità di un contagio da uomo a uomo. L’ammissione è quindi arrivata solo una settimana dopo, ma il 23 gennaio il comitato d’emergenza dell’Oms si rifiutò ancora di dichiarare lo stato di emergenza sanitaria, nonostante il virus si fosse già diffuso in diversi Paesi. Tale dichiarazione è quindi arrivata solo il 30 gennaio, perdendo – si sottolinea – una preziosa settimana di tempo.

Austria, programmata la riapertura dei negozi dal 14 aprile

Ansa, Florian Wieser | Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz

Il governo dell’Austria ha in programma di riaprire i negozi dal 14 aprile, a tappe. Prima alzeranno la serranda quelli con meno di 400 metri quadri e i vivai. Da maggio, come spiega il cancelliere Sebastian Kurz, riaprirà tutto il settore commerciale. Nel frattempo è scattato l’obbligo per i clienti dei supermercati di indossare la mascherina quando vanno a fare la spesa per evitare il contagio da Coronavirus. Un obbligo che però non vale per i piccoli negozi di alimentari.

In Europa le vittime sono oltre 50mila

Secondo i dati dell’Agence France-Presse il numero di morti in Europa collegabili al Coronavirus ha superato i 50mila. Su Twitter Eamonn Brennan, il direttore dell’agenzia intergovernativa che coordina il traffico aereo europeo, ha scritto che negli ultimi giorni il traffico aereo fra Europa e Stati Uniti è crollato dell’82% rispetto al 2019.

BoJo ancora positivo al Covid: «Ringrazio il Ssn che si prende cura di me in questo momento difficile»

Boris Johnson | EPA/WILL OLIVER

Il premier Boris Johnson accusa ancora i sintomi da Coronavirus. A dare la notizia è lui stesso, tramite il profilo ufficiale Twitter: «Ieri sera, su consiglio del mio dottore, sono andato in ospedale per alcuni test di routine poiché sto ancora riscontrando i sintomi». BoJo si è detto di ottimo umore e ha ringraziato tutto il brillante personale del Ssn che si prende cura di lui e degli altri in questo momento difficile. Sei il migliore della Gran Bretagna. E, poi, il monito al popolo inglese: «State a casa, al sicuro».

La Bbc ha spiegato che nonostate il ricovero in ospedale Boris Johnson rimane alla guida del Regno Unito. A spiegarlo è il segretario di Stato per l’edilizia abitativa Robert Jenrick: «Ovviamente oggi è in ospedale a fare i test, ma continuerà a essere informato su ciò che sta accadendo e ad essere responsabile del governo».

Intanto il quotidiano britannico Indipendent ha riportato l’arresto di un ragazzo di 20 anni trovato a spargere la sua saliva sui prodotti esposti negli scaffali. L’episodio è avvenuto in un Lidl di Dorset, nel Sud del Paese. Secondo la informazioni diffuse dalla polizia il ragazzo non avrebbe un caso confermato di Coronavirus e nemmeno presenterebbe dei sintomi.

Filippine, 414 contagi e 11 decessi

Il ministero della Sanità nelle Filippine ha riferito oggi di 11 nuovi decessi legati al Coronavirus e 414 nuovi contagi. Lo riferisce il Guardian. Il totale delle morti da covid-19 nel Paese sale quindi a 163 mentre i casi positivi sono complessivamente 3.660, con 73 guariti.

Giappone, Abe propone lo stato di emergenza. Nikkei in rialzo

Dopo l’aumento preoccupante del numero di positivi all’infezione in Giappone – specie a Tokyo – il premier Shinzo Abe ha proposto lo stato di emergenza nel tentativo di contenere il virus. Le nuove misure saranno operative da martedì 6 aprile e riguarderanno 7 prefetture. Nella capitale i casi di contagio sono oltre mille.

Dalle prime indiscrezioni si legge che secondo il provvedimento che entrerà in vigore, il governo giapponese potrà imporre restrizioni all’assembramento di persone, e lo svolgimento delle attività sociali nei luoghi pubblici, tra cui teatri, attività sportive e servizi alla collettività. Nel caso di una paralisi del sistema sanitario nazionale potranno essere requisite le proprietà private e gli edifici idonei alle esigenze per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Epa/Franck Robichon

La prima seduta della settimana è finita in forte aumento per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei infatti ha segnato un rialzo del 4,24%. Lo yen si deprezza sul dollaro, poco sopra quota 109 e sulla moneta unica a 117,80. Gli investitori sono tornati sul mercato dopo i primi segnali positivi arrivati dall’Europa.

Spagna, per il quarto giorno consecutivo calano le vittime

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati in Spagna 637 decessi legati al Coronavirus. Il ministero della Salute ha dichiarato che il numero è il più basso da 13 giorni. Il totale dei morti in tutta la nazione è arrivato a 13.055.

Epa/Neil Hall | Il premier Boris Johnson

La Bbc ha spiegato che nonostate il ricovero in ospedale Boris Johnson rimane alla guida del Regno Unito. A spiegarlo è il segretario di Stato per l’edilizia abitativa Robert Jenrick: «Ovviamente oggi è in ospedale a fare i test, ma continuerà a essere informato su ciò che sta accadendo e ad essere responsabile del governo».

Intanto il quotidiano britannico Indipendent ha riportato l’arresto di un ragazzo di 20 anni trovato a spargere la sua saliva sui prodotti esposti negli scaffali. L’episodio è avvenuto in un Lidl di Dorset, nel Sud del Paese. Secondo la informazioni diffuse dalla polizia il ragazzo non avrebbe un caso confermato di Coronavirus e nemmeno presenterebbe dei sintomi.

Irlanda, il primo ministro torna in corsia come medico

Epa/Gareth Chaney | Il primo ministro irlandese Leo Varadkar

Leo Varadkar, primo ministro dell’Irlanda, ha deciso di tornare in corsia come medico. Dopo aver praticato questa professione per sette anni infatti è entrato in politica. Ora ha deciso di iscriversi di nuovo al registro dei medici praticanti, dove non compariva dal 2013. Potrà essere chiamato in servizio una volta a settimana.

Scozia, si dimette la consulente sanitaria del governo che ha violato il lockdown

Per due volte la dottoressa Catherine Calderwood ha violato il lockdown andando dalla sua abitazione alla casa di villeggiatura. A svelarlo il tabloid The Sun, che ha pubblicato diverse foto di Calderwood a Elie ed Earlsferry, cittadina sul mare del Nord distante oltre un’ora da Edimburgo. La premier scozzese Nicola Sturgeon ha accettato le sue dimissioni.

Francia, morto suicida il medico dello Stade de Reims

Era positivo al Coronavirus ed era in quarantena. Bernard Gonzalez, medico della squadra di calcio francese Stade de Reims, è morto a 61 anni. Si è tolto la vita dopo aver saputo di essere positivo al Covid-19. La notizia è stata confermata dallo stesso club che milita nella League 1, la più importante serie professionistica francese: «Siamo distrutti, lo Stade Reims piange il dottor Bernard Gonzalez. Quello del club, ma anche di centinaia di abitanti di Reims di tutte le età. Era qui da 23 anni».

Russia

Dopo una sola settimana dall’annuncio del lockdown, la Russia conta 954 nuovi casi di Covid-19, registrando dunque un sensibile incremento rispetto ai giorni precedenti. Il bilancio totale sale a 6.343 casi e 47 decessi. Del totale, i due terzi si concentrano nella capitale, Mosca, e nelle principale città metropolitane. Il primo decesso era stato segnalato in Siberia: si trattata di un uomo di 62 anni.

Appello dell’Onu contro la violenza domestica

Appello mondiale dell’Organizzazione delle nazioni unite per proteggere donne e ragazze costrette a casa con le misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La presa di posizione del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, arriva dopo il moltiplicarsi di episodi di violenza domestica e familiare dall’inizio della pandemia da Coronavirus. «La violenza non si limita al campo di battaglia» ha detto Guterres in un video in inglese con sottotitoli in francese, arabo, spagnolo, cinese o russo, ribadendo ancora una volta la sua richiesta di cessate il fuoco nei luoghi con conflitti in corso per concentrare tutte le energie sull’unico obiettivo di lotta al Covid-19.

«Sfortunatamente, molte donne e ragazze sono particolarmente a rischio di violenza proprio dove dovrebbero essere protette. Nelle loro case. Ecco perché oggi faccio un nuovo appello per la pace nelle abitazioni, in tutto il mondo. Nelle ultime settimane, poiché le pressioni economiche e sociali sono peggiorate e la paura è cresciuta, il mondo ha subito un orribile fiammata di violenze domestiche», ha affermato il capo delle Nazioni Unite.

«Esorto tutti i governi a prendere misure per prevenire la violenza contro le donne e fornire rimedi per le vittime come parte del loro piano d’azione nazionale contro Covid-19». Guterres ha chiesto quindi che vengano istituiti sistemi di allarme di emergenza nelle farmacie e nei negozi di alimentari, gli unici negozi aperti in molti Paesi: «Dobbiamo garantire che le donne possano chiedere aiuto in modo sicuro, senza che coloro che le maltrattano se ne accorgano».

In Europa più di 45mila morti

Il continente europeo continua a essere il più colpito dall’emergenza Coronavirus. Secondo gli ultimi dati forniti da Afp il numero dei decessi in Europa ha superato quota 45mila, mentre le morti totali nel mondo sono 62.376. L’85% delle 46.033 vittime si registra in Italia (15.362), Spagna (11.744), Francia (7.560) e Regno Unito (4.313). L’Europa è il continente che paga il prezzo più alto in termini di morti.

Oms: «Stop improvviso alle restrizioni farà tornare il virus»

Nel suo consueto punto stampa quotidiano sull’emergenza Coronavirus, l’Organizzazione mondiale sanità ha messo in guardia da un ritorno non graduale alla normalità. «Se i Paesi si precipitano ad annullare le restrizioni troppo velocemente, il Coronavirus potrebbe riprendere e l’impatto economico potrebbe essere ancora più grave e prolungato», ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Ungheria, la svolta autoritaria

Epa/Ludovic Marin |Il primo ministro ungherese Viktor Orbán

Ieri, 2 aprile, 13 partiti del Partito popolare europeo (Ppe) hanno chiesto l’espulsione definitiva di Fidesz, il partito guidato dal primo ministro dell’Ungheria Viktor Orbán. Nel pieno dell’emergenza legata all’epidemia di Covid-19 infatti il Orbán ha puntato alla svolta autoritaria: il parlamento ungherse ha deciso di affidargli pieni poteri, permettendogli di governare solo con decreti, bloccare le elezioni e anche chiudere il Parlamento.

Questa scelta è stata criticata da molti nel Ppe da cui, formalmente, Fidesz era già stato sospeso. Alla richiesta di espulsione Orbán ha risposto che non aveva tempo per queste «fantasie»: «Non riesco ad immaginare come si possa avere tempo per fantasie sulle intenzioni degli altri Paesi. Sono pronto a discutere ogni questione una volta che la pandemia sarà finita. Fino ad allora dedicherò tutto il mio tempo esclusivamente a salvare le vite del popolo ungherese».

Il parere degli esperti:

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